Aversa: Città, per un giorno, a misura di migranti, bambini e disabili

AVERSA – «Creare, almeno per un giorno, una città a misura di bambini, di disabili, di migranti e rifugiati». È questo l’intento, nelle parole del referente cittadino Michele Docimo, della partecipazione del Presidio Libera “zì Gennà” di Aversa alla manifestazione “Città amiche dei bambini” organizzata, per il prossimo 25 maggio nella città normanna, dal Comitato Provinciale Unicef e da IdF – Itinerari della Fede.

Le attività del Presidio di cultura e legalità nell’ambito della kermesse partiranno alle 16.30 con il Laboratorio di lettura animato a cura dell’Associazione di Promozione Sociale “PA.TA.TR.AC.”: sodalizio composto da  giovani della provincia di Caserta, conosciutisi alcuni attraverso esperienze comuni di volontariato, altri in momenti di formazione sulla lettura del progetto nazionale Nati per Leggere.

Il laboratorio risponde al principio base dell’Associazione: “non è possibile crescere da soli” e vedrà gli operatori Patatrac, impegnati con circa 100 bambini, in attività di lettura ad alta voce ed animazione ludica del libro, accompagnando i piccoli ospiti nel fantastico viaggio della lettura in una location d’eccezione la Libreria/Biblioteca Sociale Il Dono.

Alle 18.30, invece, uno dei momenti clou della manifestazione, il laboratorio esperienziale di cittadinanza attiva dell’Associazione Convergenze e del coordinamento di associazioni che gestiscono la Libreria Il Dono che sarà rivolto a rappresentanti delle istituzioni e servirà a sensibilizzare in merito alle tematiche oggetto della giornata.

 

Michele Docimo

Aversano (in prestito a Trieste), eterno indeciso: giornalista free lance, comunicatore sociale, fotoreporter, videomaker, copywriter, storyteller, formatore, speaker ed autore radiofonico. Dirige NOTIZIE MIGRANTI [www.ntoziemigranti.it] e CONTRASTOTV [www.contrastotv.it]. E’ presidente di MIGR-AZIONI APS [www.migr-azioni.info]. A sei anni ha imparato a leggere e da allora non ha più smesso. Oggi sta cercando di imparare a scrivere. È convinto che gli africani salveranno gli italiani.

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