Capitale senza capitale – Roma e il declino d’Italia

Romano BeniniCapitale senza capitale – Roma e il declino d’Italia. Editore Donzelli, ISBN 9788860368416

CapitaleÈ possibile rilevare lo “stato di salute” di un territorio, di un’economia, di una società? Esiste la possibilità di capire i problemi dell’Italia attraverso l’analisi di una città esemplare?

Utilizzando i parametri messi a punto dall’Unione europea, gli autori guardano in queste pagine alla Capitale, città che è diventata emblematica dei difetti strutturali dell’Italia.

Roma in questi anni ha sviluppato un’economia della rendita piuttosto che di mercato; si è adagiata sullo sfruttamento del territorio, senza creare nuove opportunità. Ha puntato sulla quantità ignorando spesso la qualità. Le dinamiche e le scelte delle imprese che operano nei servizi, nel commercio, nell’artigianato e nel turismo si sono appiattite sul presente e su una logica dell’usa e getta di ambiente, storia e territorio.

È urgente un intervento strategico e condiviso, che cambi il modo di fare e gli interessi prevalenti in una città in chiaro declino. Gli autori dimostrano come quanto accade a Roma sia del tutto simile a ciò che sta avvenendo in Italia: la crisi economica si accompagna alla diffusa perdita di capitale culturale e sociale. Diminuisce la capacità d’agire e di autonomia delle persone e si indebolisce la creazione di benessere.

Il rischio del declino si affronta nel rispetto e nel recupero della nostra identità storica, nel tornare a creare sviluppo, a saper produrre beni e servizi di valore, nel resistere alla logica della rendita e ricominciando a fare qualità.

Stampa articolo

Michele Docimo

Aversano (in prestito a Trieste), eterno indeciso: giornalista free lance, comunicatore sociale, fotoreporter, videomaker, copywriter, storyteller, formatore, speaker ed autore radiofonico. Dirige NOTIZIE MIGRANTI [www.ntoziemigranti.it] e CONTRASTOTV [www.contrastotv.it]. E’ presidente di MIGR-AZIONI APS [www.migr-azioni.info]. A sei anni ha imparato a leggere e da allora non ha più smesso. Oggi sta cercando di imparare a scrivere. È convinto che gli africani salveranno gli italiani.