Steve Jobs era figlio di un migrante siriano

CALAIS – Steve Jobs l’uomo che ha regalato al mondo alcune delle più importanti innovazioni tecnologiche degli ultimi decenni era “figlio di un migrante siriano“. A ricordarcelo è Banksy, lo street artist più famoso del mondo, che prosegue la sua opera di sensibilizzazione a favore dei migranti.
L’artista è ritornato nella “jungla” di Calais, tra le tende dei rifugiati, ed ha ritratto Steve Jobs con uno zaino in spalla e uno dei suoi primi computer in mano. Poi ha postato la foto del murales sul suo sito, www.banksy.co.uk , con la semplicissima didascalia “the son of a migrant from Syria” (figlio di un migrante siriano).

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Michele Docimo

Aversano (in prestito a Trieste), eterno indeciso: giornalista free lance, comunicatore sociale, fotoreporter, videomaker, copywriter, storyteller, formatore, speaker ed autore radiofonico. Dirige NOTIZIE MIGRANTI [www.ntoziemigranti.it] e CONTRASTOTV [www.contrastotv.it]. E’ presidente di MIGR-AZIONI APS [www.migr-azioni.info]. A sei anni ha imparato a leggere e da allora non ha più smesso. Oggi sta cercando di imparare a scrivere. È convinto che gli africani salveranno gli italiani.