Bambini in fuga: 48 milioni di piccoli migranti

Bambini in fuga.

«Sono quarantotto milioni i bambini costretti a lasciare le loro case, e migliaia di bambini migranti non accompagnati sono dispersi e divengono preda di abusanti e sfruttatori».

Queste le parole del cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano, che ha scelto,  il summit dell’Assemblea generale dell’Onu, a New York,  per lanciare il suo grido d’allarme.

Il Segretario di Stato, intervenuto sulla questione dei migranti e dei rifugiati, ha poi affermato con forza che «tutti gli individui hanno il diritto di rimanere in pace e sicurezza nella loro terra e nei loro Paesi d’origine ed invece ci sono persone, a milioni, che rischiano tutto, vivono in misere condizioni ed altre migliaia che hanno perso la vita mentre cercavano di scappare dai conflitti, dalla violenza, dalla povertà estrema, dall’esclusione sociale, dalle persecuzioni e da varie forme di discriminazione».

Muri

Parlando dei “muri” che stanno spuntando su e giù per l’Europa l’alto porporato ha sentenziato «i muri e le barriere tra le persone e i popoli – sia fisiche che legislative – non sono mai una soluzione accettabile per i problemi sociali, percchè dividono le persone e i popoli, causano tensioni tra di loro ed indeboliscono e impediscono lo sviluppo. Nonostante le difficoltà – ha concluso il suo intervento Parolin – gli interessi elettorali e le legittime preoccupazioni, le nostre responsabilità richiedono di superare le paure e gli ostali e di lavorare per un mondo dove gli individui e i popoli possano vivere in libertà e dignità. Mentre cerchiamo di trovare i modi più efficaci per rispondere alle sfide».


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Michele Docimo

Aversano (in prestito a Trieste), eterno indeciso: giornalista free lance, comunicatore sociale, fotoreporter, videomaker, copywriter, storyteller, formatore, speaker ed autore radiofonico. Dirige NOTIZIE MIGRANTI [www.ntoziemigranti.it] e CONTRASTOTV [www.contrastotv.it]. E’ presidente di MIGR-AZIONI APS [www.migr-azioni.info]. A sei anni ha imparato a leggere e da allora non ha più smesso. Oggi sta cercando di imparare a scrivere. È convinto che gli africani salveranno gli italiani.