Cultura: Il poeta siriano Adonis vince il Premio Capri

CAPRI – Il poeta siriano Adonis è il vincitore del Premio Internazionale Capri 2013. Definito da Tahar Ben Jelloun e da numerosi altri intellettuali di tutto il mondo il maggior poeta arabo dei nostri tempi, Adonis -pseudonimo di Alì Esber– è da anni candidato al Nobel ed è stato l’unico scrittore islamico a vincere il Premio Goethe.
Adonis è anche attivissimo nel dibattito politico-culturale e in quello estetico-filosofico e si batte da anni per una rinascita culturale araba, in una chiave non nazionalistica o religiosa, ma di apertura alla modernità.
Fuggito prima nel Libano e poi a Parigi -dove vive dagli anni 80- ha affermato che ogni artista è un esule dentro il suo stesso linguaggio.
Più volte ha fustigato il suo paese e più in genere il mondo arabo, affermando, tra l’altro, che la cultura araba è paralizzata e soffre per la mancanza di libertà delle donne.
Ma questo si ritorce anche contro l’uomo arabo perché è la donna che aiuta l’uomo a diventare libero.
Adonis, comunque, non è tenero neanche nei confronti dell’occidente che -a suo parere- marginalizza la poesia con i media e la cultura pop.
L’opera di Adonis è stata tradotta in molte lingue. Tra le sue raccolte poetiche più importanti, Disse la terra, I canti di Mihyar al-Dimashqi, Una tomba per New York, Il libro dell’assedio, La musica della balena azzurra, L’oceano nero.
Tra le varie città del mondo, questo poeta ha una speciale predilezione per
Napoli, cui ha dedicato una lunga lirica, di cui ricordiamo questo brano:
Napoli mi ha riconosciuto/dal profumo di olive sulle dita delle mani,/dalle arance premute dai campi sui miei abiti,/mi ha riconosciuto da una ferita sacra nel mio corpo/come una mezzaluna, ha un piede sulla riva orientale/ del Mediterraneo, e un altro su quello occidentale.
La consegna del Premio si svolgerà sabato 7 settembre nel Teatro del Grand Hotel Quisisana, alle ore 19.
Il Capri quest’anno riserva una importante novità: il battesimo del Premio di giornalismo Mario Morgano, vinto alla sua prima edizione dalla testata storica del Mezzogiorno Il Mattino. Mario Morgano fu un sensibile manager anche culturale e appoggiò trent’anni fa l’idea del giornalista-scrittore Claudio Angelini di fondare un premio dedicato all’isola azzurra.
Il Premio Morgano sarà ritirato da Paolo Graldi, che del Mattino è editorialista, dopo esserne stato vicedirettore e direttore responsabile.
Il premio giornalistico televisivo è stato attribuito al direttore di RAI Vaticano Massimo Milone, per aver fatto conoscere meglio, con la sua struttura, l’affascinante personalità di Papa Francesco. Milone è stato per molti anni capo della redazione RAI della Campania.
Altri riconoscimenti saranno assegnati all’imprenditrice Dorotea Liguori per la sua attività assistenziale a favore dei bambini in Africa e al drammaturgo Mario Fratti, che ha recentemente pubblicato il romanzo Diario proibito con l’editore Graus.
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Redazione

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