ROMA – Il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera definitivo al disegno di legge per l’attuazione del nuovo Patto UE su Migrazione e Asilo.
Il provvedimento introduce procedure di frontiera accelerate per chi proviene da Paesi considerati “sicuri“, con l’obiettivo di decidere sull’espulsione o l’accoglienza in tempi strettissimi (massimo 12 settimane).
Le organizzazioni che si occupano di tutela dei diritti umani lanciano l’allarme: “Queste procedure rischiano di trasformare i centri di transito in vere e proprie prigioni a cielo aperto, limitando il diritto di difesa e l’accesso effettivo alla protezione internazionale”, denunciano da Oxfam e Casa della Carità.
Il testo passerà ora all’esame del Parlamento, dove si preannuncia una battaglia sulle deroghe per i soggetti vulnerabili.
L’attuazione del Patto avviene in un clima di forte pressione esterna, con l’UE che spinge per una “dimensione esterna” della migrazione sempre più marcata. Il rischio, sottolineato da molti osservatori, è che la semplificazione burocratica vada a scapito dell’esame individuale delle storie, fondamento del diritto d’asilo.
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