BRUXELLES –Il Parlamento Europeo ha dato il via libera ai negoziati sul nuovo Regolamento Rimpatri, suscitando durissime reazioni da parte della società civile. Le nuove norme prevedono un obbligo di cooperazione per i cittadini di paesi terzi e la possibilità di detenzione fino a 24 mesi per chi non collabora all’espulsione.
Oltre 20 organizzazioni umanitarie, tra cui il CNCA, hanno chiesto di respingere il compromesso, denunciando il rischio che migliaia di minori vengano sottoposti a violazioni sistematiche dei loro diritti e privati di una protezione speciale, equiparandoli di fatto agli adulti nelle procedure di allontanamento.
Il regolamento punta a rendere i rimpatri più veloci e “efficaci”, ma a un prezzo altissimo in termini di tutele legali. L’introduzione di hub di rimpatri nei paesi terzi è uno dei punti più controversi che spacca l’opinione pubblica europea e mette a rischio il principio di non-refoulement.
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