SAN TAMMARO – Una paga da fame di due euro l’ora, l’ombra nera del caporalato, turni massacranti da dieci ore al giorno e la totale assenza di tutele contrattuali. È questo lo scenario di grave sfruttamento lavorativo emerso durante un controllo della Polizia Provinciale di Caserta presso un’azienda agricola di San Tammaro, specializzata nell’allevamento bufalino. L’intervento, coordinato dal colonnello Biagio Chiariello, ha portato alla luce la condizione di due cittadini di origine marocchina, privi di documenti e impiegati nell’illegalità più totale.
Al momento dell’arrivo degli agenti, il titolare dell’azienda ha tentato inutilmente di far dileguare i due lavoratori per evitare il controllo. Una volta identificati in Questura, i lavoratori hanno descritto una realtà di privazioni che configura il reato di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, impiego di lavoratori stranieri irregolari e favoreggiamento della loro permanenza sul territorio nazionale. Oltre alla denuncia penale per l’imprenditore, sono scattate sanzioni amministrative e ammende che superano i 19.000 euro complessivi.
Il territorio casertano e la cosiddetta “Terra dei Fuochi” continuano a essere teatro di una doppia illegalità: quella ambientale e quella sociale. Lo sfruttamento dei cittadini stranieri, spesso resi vulnerabili dalla mancanza di un permesso di soggiorno, è il motore silenzioso di parte dell’economia agricola locale. Questo episodio conferma come la dignità umana venga sacrificata sull’altare del profitto, nonostante l’intensificazione dei controlli.
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