CASTEL VOLTURNO – Una mobilitazione senza precedenti ha riunito ieri al Centro “San Daniele Comboni” cittadini, migranti e sigle come FLAI-CGIL, uniti contro la costruzione del CPR a Castel Volturno.
La discussione ha superato la sola critica al modello detentivo — definito un “Lager di Stato” — legando indissolubilmente i diritti umani alla tutela del territorio.
È emersa infatti la volontà di proteggere l’area umida “La Piana”, terreno demaniale individuato per la struttura, attraverso l’istituzione di una Zona di Protezione Ambientale.
Leda Tonziello (Associazione Elsa ETS) ha ribadito che la vera sicurezza si costruisce con l’accesso ai diritti e non con la marginalizzazione. Il rischio, già evidenziato nel nostro precedente servizio , è un salto nel passato che cancellerebbe anni di lavoro per riscattare l’immagine della città.
La strategia ora si sposta su più livelli: mobilitazione nazionale e appello urgente alle istituzioni locali per un Consiglio Comunale aperto.
Il richiamo al fallimento del 2011 a Santa Maria Capua Vetere funge da monito. Il fronte del “No” si allarga ora verso l’incontro pubblico del 30 maggio promosso dal Vescovo Lagnese.
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