AVERSA – A oltre vent’anni dalla scomparsa di Bianca d’Aponte, avvenuta troppo presto a soli 23 anni, la sua arte continua a battere al ritmo del nostro presente. È notizia di queste ore che il brano “Straniero” è entrato nella cinquina finale delle Targhe Tenco 2026 per la categoria “Miglior canzone“. Un traguardo che non è solo un premio, ma un abbraccio collettivo a una delle voci più cristalline e sincere che la nostra terra abbia mai generato.
“Straniero” fa parte di Ensemble per Bianca, un progetto corale che ha dato nuova vita alle tracce che l’artista aveva lasciato in eredità. Si trattava di bozze su musicassetta, idee ancora in divenire, frammenti di un’anima che cercava espressione. Grazie a un lavoro di restauro certosino e alla sensibilità dei musicisti che hanno composto l’Ensemble, quel materiale è stato restituito al pubblico. Con l’arrangiamento prezioso di Bungaro, “Straniero” si rivela oggi come un manifesto poetico: un testo dove lo spaesamento diventa condizione umana universale, dove l’altro non è un nemico, ma uno specchio in cui riflettersi.
Per noi di Notizie Migranti, che facciamo dell’abbattimento dei confini la nostra bussola, questo brano suona come un inno. Bianca, con la sua sensibilità profetica, aveva già compreso che sentirsi “stranieri” è l’unica condizione possibile per chiunque cerchi la verità.
Il ricordo di Bianca d’Aponte ad Aversa è un presidio di cultura e resistenza. Da 22 anni, il Premio Bianca d’Aponte – diretto da Ferruccio Spinetti – trasforma la città in un crocevia nazionale per la canzone d’autore femminile. Le finali, previste per il 23 e 24 ottobre al Teatro Cimarosa, si confermano un appuntamento imperdibile. La candidatura alle Targhe Tenco è un segno di vicinanza profonda, un modo per dire a Gaetano, suo padre, e a tutta la famiglia, che Bianca non è solo un ricordo del passato, ma una compagna di viaggio nel cammino verso un mondo più umano.
