Linee guida sulla detenzione dei richiedenti asilo

L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR) ha pubblicato nuove linee guida sulla detenzione dei richiedenti asilo.

Il documento, che rappresenta la linea politica dell’UNHCR, vuole costiture un punto di riferimento per i governi e altri organi decisionali in merito alla detenzione dei richiedenti asilo.

In linea di principio, l’UNHCR si oppone alla detenzione delle persone che cercano protezione internazionale. Nelle nuove linee guida si afferma in modo chiaro che richiedere asilo non costitusce un atto criminale e che forme indefinite e obbligatorie
di detenzione sono proibite dal diritto internazionale.

Il fatto che molti paesi continuino a sottoporre i richiedenti asilo ad uno stato di detenzione, certe volte per lunghi periodi e in condizioni disagiate, e talvolta nelle prigioni insieme a criminali comuni, rappresenta motivo di preoccupazione per l’UNHCR.

L’Agenzia vede con preoccupazione come la pratica della detenzione sia in costante crescita in alcuni paesi. Una ricerca condotta dall’UNHCR mostra che le migrazioni irregolari non vengono scoraggiate nemmenno dalle più severe pratiche di detenzione e che alla detenzione esistono alternative. Inoltre, è appurato che ci sono delle gravi conseguenze fisiche e psicologiche per i richiedenti asilo in detenzione.

Le nuove linee guida sostituiscono le precedenti pubblicate dall’UNHCR nel 1999 per rispecchiare i principi odierni del diritto internazionale. In esse viene riconosciuto il fenomeno delle migrazioni irregolari, così come quello delle migrazioni miste di rifugiati e migranti che può mettere alla prova i sistemi di asilo di molti paesi.

Questo fenomeno in particolare costituisce una sfida per i governi, alcuni dei quali rispondono attraverso politiche e pratiche detentive che, certe volte, vengono estese anche ai richiedenti asilo. Il diritto fondamentale alla libertà e la probizione della detenzione arbitraria si applica a tutte le persone, indipendentemente dal fatto che si tratti di migranti e del loro status.

Il diritto a richiedere asilo implica la creazione di un sistema di accoglienza aperto e umano per i richiedenti asilo. Alcune ricerche recenti sulle alternative alla detenzione commissionate dall’UNHCR mostrano che con accordi di supervisione a livello di comunità, a più del 90% dei richiedenti asilo sono applicabili condizioni di rilascio dalla detenzione. L’UNHCR chiede agli stati di fare un miglior uso di strumenti alternativi alla detenzione. Questi possono includere diverse forme di resoconto a livello di comunità e schemi di supervisione o di sistemazione in centri di accoglienza appositi, ma con la garanzia della libertà di movimento. Tali soluzioni sono caratteristiche importanti dei sistemi di immigrazione e asilo. Le alternative alla detenzione sono anche molto meno costose. L’UNHCR continuerà a svolgere ricerche per identificare e promuovere alternative alla detenzione dei richiedenti asilo e ribadisce il proprio impegno su questo tema sia a livello internazionale che nazionale.

L’UNHCR ha rimarcato il fatto che i minori non accompagnati non dovrebbero essere detenuti. L’Agenzia si appella ai governi affinché prestino particolare attenzione anche ai richiedenti asilo più vulnerabili, come le vittime di torture e traumi, le persone anziane o con disabilità. La detenzione dovrebbe essere considerata l’ultima risorsa e messa in pratica solo quando necessario e sempre proporzionata a uno scopo leggittimo – in confromità con gli standard internazionali.

In linea con la crescita dei sistemi di monitoraggio e controllo, a livello internazionale, regionale e nazionale, l’UNHCR ribadisce che la detenzione dovrebbe essere sottoposta ad un sistema di monitoraggio e ispezione indipendente, che includa l’UNHCR.

 

Redazione

Notizie Migranti è un coraggioso esperimento di giornalismo interculturale. Il progetto è dell’associazione di volontariato medico sociale “Jerry Essan Masslo”, in partenariato con Centro Migrantes Campania, Comitato don Peppe Diana e Libera – Caserta che ora cammina sulle proprie gambe grazie al lavoro volontario di alcuni giornalisti che hanno dato vita all’Associazione di Promozione Sociale Migr-Azioni.

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