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Pedopornografia: parlano hacker che vendicano le vittime

La causa per cui si battono si chiama #OpRevengeGram e consiste nel contrasto alla pedofilia e alla pedopornografia online, in che modo? Mettendo a disposizione le proprie “competenze” di hacker al servizio della scoperta e dello smascheramento delle persone che utilizzano i social per scambiarsi foto e video che hanno per protagonisti minori di ogni età, ma non solo, anche uomini che si vendicano delle ex partner divulgando immagini intime, commettendo il cosiddetto reato di Revenge Porn, introdotto in Italia dalla legge del 17 luglio 2019.

Obiettivo: pulire il web da perversi e molestatori sessuali. Hacker al lavoro giorno e notte per individuare gli account dei responsabili, risalire agli indirizzi IP (una sorta di carta d’identità del pc online), agli archivi, ai nomi e infine divulgarli. E’ del 10 di aprile il video diffuso dal quotidiano La Repubblica in cui i fautori dell’operazione di pulizia, gli hacker di Anonymous e LulzSec Italia si manifestano con intenzioni chiare e precise: “Su Telegram esistono gruppi, persone, canali e bot che condividono materiale pedopornografico, pubblicando contenuti che mettono a serio rischio i minori e le loro famiglie. Ci sono tutti quei contenuti definiti revenge porn che mettono pubblicamente alla gogna persone, per la maggior parte donne e ragazze, che hanno condiviso le proprie foto intime fidandosi del destinatario. Per questo abbiamo deciso di lanciare l’operazione OpRevengeGram con lo scopo di contrastare questi infami criminali che celandosi dietro l’anonimato di internet si fanno beffe della società fregandosene delle possibili conseguenze che le loro azioni hanno sulle vittime”.

Una vera e propria legione, che ha ricevuto la solidarietà e il sostegno di tanti, persone comuni e altri hackers attivisti, come gli appartenenti al gruppo di HackboyzAnonymus, che ho voluto contattare e intervistare nel rispetto del loro anonimato, per comprendere meglio quella che ha assunto i tratti di una missione a tutti gli effetti:

Quando è nata in voi l’idea di mettere a disposizione le vostre “abilità” al servizio della difesa delle donne e dei minori?

Lavoriamo assieme da parecchio tempo, però per questa causa stiamo dando tutto, dopo che abbiamo visto “per caso” dei messaggi di alcuni utenti che si scambiavano consigli su come rapire le bambine, come non farle urlare mentre le violentano, e tante altre oscenità…

Quanto impegno, in termini di ore, richiede un lavoro come questo?

Noi non lavoriamo ad ore stabilite, diciamo che appena arrivano segnalazioni iniziamo, anche se agiamo più spesso la notte.

Siete in tanti?

Non siamo in tanti il nostro gruppo è abbastanza selettivo, però lavoriamo assieme a Anonymous e LulzSec Italia.

Come procedete nella vostra missione, su segnalazione o fate anche ricerche in autonomia?

Facciamo sia ricerche autonome che su segnalazione.

Avete notato tratti comuni negli autori di questi reati?

Non esattamente, ne vediamo di diverse tipologie, dagli ex che si vogliono vendicare delle proprie ex compagne, ex mogli o ex fidanzate ai genitori che vendono foto delle figlie, o mariti infelici, parenti che abusano dei nipoti. Se proprio dovessimo trovare un tratto comune diremmo… la devianza.

Quali sono i social più utilizzati per lo scambio di materiale pedopornografico?

Per queste attività viene utilizzato quasi solamente telegram in quanto social ritenuto abbastanza sicuro e “senza regole”.

Qual è stato uno dei momenti più difficili della vostra attività?

Più andiamo avanti, più troviamo “ostacoli” che ci fanno riflettere molto: da quando abbiamo iniziato a lavorare per questa causa, continuiamo a vedere delle oscenità impensabili, molte volte nei post le accenniamo solamente, perché non possiamo e non vogliamo postare alcuni contenuti, davvero troppo forti.

Qual è il ringraziamento che vi ha maggiormente emozionato o fatto piacere?

Riceviamo spesso molti complimenti o da ex vittime o semplicemente da gente che ci sostiene e questo ci fa molto piacere e ci invita a continuare.

Le istituzioni e le forze dell’ordine stanno apprezzando il vostro lavoro?

Non c’è molta collaborazione al momento, hanno diverse restrizioni quando si tratta di violare un account.

Per quanto andrete avanti?

E’ impensabile dire che finiremo quando questo problema scomparirà del tutto… ma almeno fino a quando sarà eliminato per la maggior parte, e per ora dobbiamo dire che siamo soddisfatti per quello fatto fin ora, dall’inizio di #OpRevengeGram abbiamo notato una forte riduzione dei membri appartenenti a questi gruppi.

Qual è l’aiuto che possono darvi gli utenti e la comunità?

Come molti stanno già facendo, l’aiuto più grande che potete dare è quello di inviare le segnalazioni alla nostra pagina twitter Hackboyz. Non provate a fare gli “eroi” da soli, ne abbiamo visti diversi che, con l’intento di aiutare, sono finiti nei guai.

Elena Mascia

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