Imam Dachan. Il discorso ai funerali di Stato di Genova

GENOVA – Pubblichiamo il discorso integrale tenuto da Mohamed Nour Dachan, presidente onorario dell’Unione delle comunità islamiche d’Italia, tenuto durante i funerali di Stato – di sabato 18 agosto – per i morti nel crollo del ponte Morandi.

Nel nome del Dio unico,
il crollo di un ponte, che sia fisico o metaforico, provoca sempre un gran dolore. Due punti che non si toccano più, e portano via – per sempre – la vita di tante persone, segnando una perdita grave per l’umanità intera e il dolore è immenso.
E inviamo a Dio le nostre preghiere per tutte le vittime, per le loro famiglie, per tutti i feriti e i dispersi, per tutti gli sfollati ma anche per tutti i soccorritori.
La nostra preghiera che trasmetto anche a tutti coloro che hanno celebrato i funerali in forma privata: Siamo vicini a tutti voi e chiediamo al Signore, Colui che nella sua infinita misericordia ci ha insegnato il valore dei ponti, come il primo ponte simbolico che ha unito il primo uomo e la prima donna creando, così, l’unione di tutta l’umanità, rendendoci consapevoli delle nostre responsabilità, chiediamo a Lui di accogliere le anime delle vittime e di consolare i loro familiari.
Preghiamo per Genova, la Superba, saprà rialzarsi! Saprà rialzarsi con fierezza, la nostra Genova, la Zena che in arabo significa la bella, è nei nostri cuori. Le comunità islamiche di Genova, della Liguria e dell’Italia intera, pregano affinchè la pace sia cont tutti voi. Che il Signore protegga l’Italia e gli italiani.

 

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Michele Docimo

Aversano (in prestito a Trieste), eterno indeciso: giornalista free lance, comunicatore sociale, fotoreporter, videomaker, copywriter, storyteller, formatore, speaker ed autore radiofonico. Dirige NOTIZIE MIGRANTI [www.ntoziemigranti.it] e CONTRASTOTV [www.contrastotv.it]. E’ presidente di MIGR-AZIONI APS [www.migr-azioni.info]. A sei anni ha imparato a leggere e da allora non ha più smesso. Oggi sta cercando di imparare a scrivere. È convinto che gli africani salveranno gli italiani.

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