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Aversa, Il consigliere Morra: “I bambini stranieri nati in Italia, non sono terroristi “

“Un consiglio comunale, quello del 17 gennaio 2013, che ha dimostrato quanto sia complesso stare all’opposizione che, almeno per quanto riguarda SEL, sin dall’inizio ha dimostrato di non volersi contrapporre in maniera preconcetta.  Invece, ieri, abbiamo avuto la conferma che la maggioranza, nell’occasione notevolmente “orientata” dal consigliere Santulli, assume verso l’opposizione un atteggiamento, che al di là dei propositi continuamente sbandierati, non è certamente propensa ad accettare le proposte che provengono dalla controparte perché alla fine “noi siamo la maggioranza e tu l’opposizione”. Nella specifica circostanza, dopo la lettura della mozione a favore della cittadinanza onoraria ai figli nati in Italia da genitori stranieri “regolari”, il consigliere Santulli propone un emendamento alla nostra mozione dove, pur dando atto della bontà della proposta, proponeva di andare oltre la stessa in maniera a suo dire più concreta, attraverso la richiesta del consiglio comunale di Aversa al futuro governo, affinché lo stesso approvi la legge che preveda il riconoscimento dello “Ius soli”. È  chiaro che una richiesta del genere da parte di alcuni consiglieri comunali fa sorridere visto che né il presidente Napolitano, né il cardinale, Bagnasco né l’Unicef al momento sono riusciti, nonostante i continui appelli, a risolvere il problema. Ma la sensazione è che il consigliere Santulli volesse prendere lo spunto dalla mia mozione, che tra l’altro considerava di scarsa valenza, per chiedere l’approvazione di un regolamento sull’attribuzione della cittadinanza onoraria e soprattutto sulla revoca della stessa, precisando che il primo atto che farà, appena approvato il regolamento, sarà quello di chiedere la revoca della cittadinanza onoraria data dall’ex sindaco Ferrara alla “terrorista Baraldini”. Al di là del fatto che non riusciamo a comprendere la relazione tra la cittadinanza onoraria concessa all’epoca e la mia mozione, non è certamente questo il luogo per discutere della Baraldini, sarebbe estremamente complesso, anche se vorremmo, ricordare al consigliere Santulli che a proposito di terroristi, in tempi molto più recenti, un capo di stato, Silvio Berlusconi, baciò le mani a Gheddafi, accogliendolo in Italia con tutti gli onori e con un enorme esborso di danaro pubblico e non ci pare che la sua parte politica all’epoca si sia scandalizzata più di tanto. Come finisce la storia di Gheddafi la conosciamo tutti. Ma torniamo alla mozione: a prescindere dal fatto che un regolamento sulla cittadinanza onoraria esiste già (di recente i nostri amministratori l’hanno concessa al Vescovo e all’ex comandante dei carabinieri Salzillo) e tra l’altro prevede che per la revoca della stessa bisogna macchiarsi di gravi delitti e la Baraldini tornò in Italia rimanendo in carcere e successivamente, per motivi di salute, (aveva un cancro) agli arresti domiciliari, risulta chiaro che l’emendamento avrebbe previsto un annullamento della mozione, visto che la mia richiesta di integrare la stessa con l’emendamento non è passata, é ovvio che ho accettato a malincuore la proposta del sindaco Sagliocco che si impegnava a seguire, personalmente, la questione con particolare attenzione e nel contempo la garanzia ottenuta dallo stesso e dal presidente del consiglio di sollecitare i presidenti delle commissioni per porre al più presto all’ordine del giorno il regolamento della cittadinanza onoraria.
Se non avessi ritirato la mozione. questa sarebbe stata bocciata dalla maggioranza e certamente avrei potuto sfruttare l’enorme caso politico creatosi, ma il problema della cittadinanza onoraria ai figli nati in Italia da genitori stranieri, presto sarebbe andata nel dimenticatoio. La mozione, nella quale si fa riferimento anche all’articolo 3 della nostra Costituzione voleva essere uno spunto importante a favore dell’integrazione , un atto di enorme valenza politica e di impegno sociale, un momento di crescita per tutti nonché una condivisione con tanti altri comuni italiani (circa una settantina) che già  hanno istituzionalizzato la procedura. Tra l’altro nella mozione si chiarisce che quello della concessione della cittadinanza onoraria é un atto puramente simbolico, in attesa della riforma della legge 91, per cui non comprendiamo il significato della richiesta di Santulli, né a maggior ragione il perché non sia stata accettata la mia proposta di integrare mozione ed emendamento. Vogliamo augurarci che gli impegni assunti dal sindaco e dal presidente del consiglio vengano realmente mantenuti, nel frattempo resteremo vigili e li solleciteremo continuamente.
Rimane la delusione di una brutta pagina della nostra politica.”
Pasquale Morra
Sinistra Ecologia Libertà

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