3 Ottobre: Bambini, storie di viaggio e di speranza

In occasione della Giornata Nazionale in memoria delle Vittime dell’Immigrazione, l’Associazione Museo Migrante MuMi e UNICEF Italia hanno dato il via, questa mattina,  ad un reading e all’inaugurazione della Mostra “Bambini – Storie di viaggio e di speranza” nella Sala della Regina di Palazzo Montecitorio.
Dopo il saluto della Presidente della Camera Laura Boldrini, sono intervenuti Filomena Albano, Autorità Garante per l’infanzia e l’adolescenza, Giacomo Guerrera, Presidente UNICEF Italia, e Valerio Cataldi, Giornalista Rai. 

L’iniziativa rappresenta la naturale evoluzione del museo della Fiducia e del Dialogo per il Mediterraneo, inaugurato lo scorso anno a Lampedusa, nasce per raccontare la storie dei bambini in viaggio. Frammenti di vita raccolti sul campo dai giornalisti Francesca Mannocchi e Valerio Cataldi, che raccontati all’interno di un reading musicale presentato da Geppi Cucciari. Ad accompagnare le parole i violini di Alaa Arsheed e Dania Alkabir, musicisti siriani, e la chitarra di Isaac de Martin .

La mostra è progettata e curata da Studio Azzurro, nel Complesso di Vicolo Valdina, Piazza Campo Marzio 42.  La sala del Cenacolo, in particolare, ospita un’installazione costruita sulle storie di cinque bambini cui Francesco Pannofino, Roberto Herlitzka, Caterina Guzzanti e Francesco Venditti hanno prestato la voce. Questa installazione rappresenta il primo nucleo della mostra itinerante sui bambini migranti che viaggerà in tutta Italia il prossimo anno. L’installazione  è arricchita dalle fotografie di Roberto Salomone e Mauro Pagnano scattate lungo le rotte delle migrazioni.

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Michele Docimo

Aversano (in prestito a Trieste), eterno indeciso: giornalista free lance, comunicatore sociale, fotoreporter, videomaker, copywriter, storyteller, formatore, speaker ed autore radiofonico. Dirige NOTIZIE MIGRANTI [www.ntoziemigranti.it] e CONTRASTOTV [www.contrastotv.it]. E’ presidente di MIGR-AZIONI APS [www.migr-azioni.info]. A sei anni ha imparato a leggere e da allora non ha più smesso. Oggi sta cercando di imparare a scrivere. È convinto che gli africani salveranno gli italiani.