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Centro Astalli: Sbarchi diminuiti, aumentato il disagio


Il rapporto annuale del Centro Astalli, sede italiana del Servizio dei Gesuiti per i rifugiati-JRS, dà un quadro preciso e aggiornato delle attività in favore di rifugiati e migranti di una delle realtà più efficienti e meritorie del nostro Paese.
Liliana Segre



ROMA – Puntuale come ogni anno arriva la presentazione del Rapporto Annuale del Centro Astalli, una delle realtà nazionali più accreditate nella realizzazione di attività e servizi in favore di richiedenti asilo e rifugiati.

Per la precisione, Centro Astalli è: un’associazione, attiva da oltre trent’anni, sede italiana del Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati-JRS; una fondazione, nata nel 2000, con l’obiettivo di contribuire a promuovere una cultura dell’accoglienza e della solidarietà, a partire dalla tutela dei diritti umani; il Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati, un’organizzazione cattolica internazionale, attiva in più di 40 nazioni, la cui missione è accompagnare, servire e difendere i diritti dei rifugiati e degli sfollati.

Il Rapporto è il resoconto di un anno di attività del Centro Astalli, a Roma e nelle altre sedi della rete territoriale presenti su tutto il territorio nazionale, e contiene statistiche molto dettagliate e commenti autorevoli (Liliana Segre, Simonetta Agnello Hornby e S. Em. Card. Gualtiero Bassetti).

Il 2018 è stato l’anno della tanto sbandierata diminuzione dell’80% degli arrivi di migranti forzati via mare e della fine dell’emergenza, ma, nonostante questo, non ha visto un salto di qualità nell’organizzazione del sistema di protezione italiano che continua a non essere in grado di rispondere efficacemente ai bisogni delle persone presenti sul territorio.

Il Centro Astalli ha riscontrato un aumento del disagio sociale, della marginalizzazione, della precarietà, anche a seguito dei nuovi ostacoli (abolizione della protezione umanitaria e negazione della residenza ai nuovi richiedenti) che hanno, di fatto, escluso un numero crescente di migranti dai circuiti d’accoglienza e dai servizi territoriali, facendo aumentare la richiesta di servizi di bassa soglia (mensa, docce, pacchi alimentari, vestiario) in maniera evidente in tutti i territori.

Il calo drastico degli arrivi, forte arma di propaganda, nasconde però una dimensione tragica: i primi esclusi dalla protezione sono i rifugiati che non riescono più a raggiungere l’Europa e, inoltre, grazie all’incremento delle operazioni della Guardia costiera libica, l’85% dei migranti soccorsi o intercettati nel Mediterraneo sono stati riportati in Libia e lì detenuti in condizioni definite inaccettabili dalle Nazioni Unite.

Uno dei paragrafi della sintesi del rapporto si intitola “Nel silenzio si continua a lavorare”, nel silenzio e con un sostegno istituzionale sempre minore, il Centro Astalli serve 25.000 utenti (di cui 12.000 a Roma), grazie al supporto di 594 volontari, in 7 associazioni della rete, distribuendo 54.417 pasti, accogliendo 1.018 persone (di cui 375 a Roma) e facendo attività interculturali a scuola con 27.124 studenti.

Ad arricchire la pubblicazione di quest’anno un inserto fotografico, a cura della talentuosa Lucrezia Lo Bianco, dedicato al lavoro quotidiano della Rete territoriale del Centro Astalli, che opera in sette città italiane, Roma, Palermo, Catania, Trento, Grumo Nevano (NA), Vicenza e Padova.

L’invito è a connettersi alla pagina dedicata al Rapporto Annuale 2019 [cliccando qui ] e, a coloro che sono particolarmente interessati al lavoro coi migranti, di navigare nel sito di Centro Astalli, prezioso contenitore di progetti, pubblicazioni, corsi, incontri e numerosi strumenti per realizzare attività a scuola e non solo.

Giovanni D’Errico

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