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Ero Straniero. L’umanità che fa bene

Oggi 12 novembre 2019, i promotori della legge di iniziativa popolare “Ero straniero – L’umanità che fa bene” hanno indetto una conferenza stampa alla Camera dei Deputati per illustrare i contenuti della proposta.

Ci rivolgiamo – affermano i promotori – a governo e Parlamento, impegnati in queste settimane con la manovra, con un semplice calcolo: con un provvedimento di emersione dal nero e regolarizzazione, entrerebbero almeno un miliardo di euro per lo Stato, ogni anno. Considerando l’emersione per 400mila persone e considerando che il reddito medio mensile di un lavoratore in Italia è di 20mila euro lordi l’anno, si avrebbe a regime un’entrata di 2.232 euro all’anno a persona, che per 400mila persone fa 893 milioni di euro di gettito fiscale. A cui vanno aggiunte le entrate ‘una tantum’ per i costi amministrativi ed eventuali contributi forfettari per l’emersione – è il calcolo dei promotori della campagna. E ancora maggiori i benefici se guardiamo ai contributi previdenziali: oltre 3 miliardi”.

La campagna è stata lanciata ufficialmente il 12 aprile 2017, in una conferenza stampa al Senato, da Emma Bonino e dalle altre organizzazioni promotrici, insieme a Radicali Italiani: Fondazione Casa della carità “Angelo Abriani”, ACLI, ARCI, ASGI, Centro Astalli, CNCA, A Buon Diritto, CILD, con il sostegno di numerose organizzazioni impegnate sul fronte dell’immigrazione, tra cui Oxfam, ActionAid, Federazione Chiese Evangeliche Italiane, Comunità di Sant’Egidio e numerose associazioni locali.

Il 27 ottobre 2017 si è chiusa la raccolta con oltre 90.000 firme e la proposta di legge ha avviato il suo iter parlamentare nella XVIII Legislatura, approdando, l’11 aprile 2019, in Commissione affari costituzionali.

Lo scopo principale dell’iniziativa è modificare l’attuale Testo unico sull’Immigrazione a partire da due elementi centrali:

  • l’introduzione di canali di ingresso per lavoro che facilitino l’incontro dei datori di lavoro italiani con i lavoratori dei Paesi terzi, questi ultimi da selezionare anche attraverso intermediari sulla base delle richieste di figure professionali dall’Italia;
  • la possibilità di regolarizzare gli stranieri radicati nel territorio che si trovino in situazione di soggiorno irregolare a fronte della disponibilità di un lavoro o di legami familiari, sul modello di Spagna e Germania.


    Prima che diventi un’emergenza, si propone di intervenire efficacemente sul contrasto all’irregolarità.

    Secondo l’ultimo Dossier statistico immigrazione (Idos), i 530mila stranieri irregolari, stimati in Italia a inizio 2018, entro il 2020 diventeranno oltre 670mila ed è ormai chiaro a tutti che queste persone difficilmente potranno essere rimpatriate e finiranno per ingrossare le fila del lavoro nero, dei circuiti illeciti e della marginalità sociale.

    Per poter governare i flussi migratori verso l’Italia, è ritenuto necessario un approccio pragmatico che premi percorsi avviati d’integrazione, comportamenti attivi nel lavoro, anche nei confronti di coloro che non avrebbero titoli per soggiornare nel nostro Paese.

    Superare il Testo unico sull’immigrazione e il suo approccio securitario e restrittivo che ha dimostrato di non funzionare, prevedendo meccanismi diversificati di ingresso per lavoro, a partire dall’introduzione di un permesso di soggiorno temporaneo per ricerca occupazione attraverso attività d’intermediazione pubbliche e private (previste dalla legge Biagi e dal Jobs Act) tra datori di lavoro italiani e lavoratori stranieri e dalla reintroduzione del sistema dello sponsor.

    Tutto ciò farebbe venir meno la necessità di fissare quote d’ingresso poiché sarebbe il mercato a stabilire l’effettiva necessità di lavoratori stranieri in base alla domanda, come del resto avviene in altri stati europei.

    Il testo si compone di 8 articoli ed è consultabile, in sintesi o nella sua formato completo ai seguenti indirizzi.
    https://www.radicali.it/campagne/immigrazione/

    https://www.radicali.it/wp-content/uploads/2017/05/erostranierointSINTESIok.pdf

Giovanni D’Errico

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