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Persone non braccia. Approvato il Decreto Rilancio

Nel “Decreto Rilancio” di recente approvazione, il Consiglio dei Ministri, dopo una lunga e faticosa mediazione, ha inserito un importante provvedimento a favore dei lavoratori nei settori agricolo, di assistenza alla persona e lavoro domestico.

A seguito dell’epidemia di Covid-19 era stato bloccato l’ingresso degli stranieri, determinando una gravissima carenza di lavoratori stagionali (soprattutto provenienti dall’Est Europa).

I rappresentanti del settore agricolo avevano espressamente chiesto un intervento per facilitare la regolarizzazione degli stranieri presenti sul territorio italiano, già con esperienza di lavoro nei campi, competenze e condizioni fisiche per farlo.

Si tratta, pertanto, di un provvedimento straordinario e necessario, per sbloccare dei settori in affanno, per dare un contributo a migliorare le condizioni di centinaia di migliaia di lavoratori. Una decisione governativa molto oculata, sintesi delle diverse esigenze partitiche (diritti, legalità, esigenze economiche), che non è certamente una sanatoria da “liberi tutti”.

Trattandosi di meccanismo di emersione, è rivolto a tutti i lavoratori, stranieri (comunitari e non) ma anche cittadini italiani.
La procedura prevede due strade, riemersione dal lavoro nero da parte deldatore di lavoro e richiesta del permesso di soggiornodaparte dello straniero extra-comunitario.

La prima riguarda tutti gli occupati irregolari, sia quelli totalmente in nero e che quelli in grigio, il cui rapporto di lavoro non è completamente dichiarato.
Il datore di lavoro, che intende attivare questa procedura di regolarizzazione, non deve avere alcuna sentenza, anche non definitiva, per reati su immigrazione clandestina e minaccia per l’ordine pubblico e ha l’obbligo di indicare la durata del contratto di lavoro e la retribuzione concordata con il lavoratore, non inferiore ai minimi CCNL.
Dall’entrata in vigore del decreto, fino a chiusura del procedimento di sanatoria, sono sospesi, nei confronti di datore di lavoro e dei lavoratori, tutti i procedimenti sanzionatori anche di carattere finanziario, fiscale e previdenziale, nonché per ingresso e soggiorno illegale in Italia.
Conclusa la procedura, con la sottoscrizione del contratto di soggiorno e la comunicazione obbligatoria di assunzione (la CO), viene definitivamente dichiarata l’estinzione dei reati e degli illeciti amministrativi.

La seconda interessa solo gli stranieri extra-comunitari, ex-lavoratori, ora disoccupati e residenti in Italia irregolarmente, senza valido titolo di soggiorno.
Se la riemersione del lavoro nero è abbastanza chiara e lineare (va fatta all’INPS), diversi sono gli ostacoli per coloro che vogliono anche accedere al permesso di soggiorno provvisorio di sei mesi (richiesta personale che si presenta all’Ufficio Immigrazione, presso la Questura della provincia di residenza).
I requisiti sono i seguenti:

  • bisogna essere disoccupati ma aver svolto, prima del 31 ottobre 2019, attività lavorativa documentata nel settore in cui si è stati assunti;
  • possedere un permesso scaduto dal 31 ottobre 2019, non rinnovato o convertito in altro titolo di soggiorno
  • essere presenti in Italia dall’8 marzo, più precisamente, essere stati sottoposti a rilievi foto-dattiloscopici prima dell’8 marzo e non essersi allontanati mai dall’Italia.

Ottenuto il permesso di soggiorno temporaneo di 6 mesi, il cittadino straniero extra-comunitario che trova lavoro può chiederne la conversione e il rinnovo.

I costi della procedura:
– 400 euro per la copertura degli oneri, più un forfait da fissarsi per decreto per le somme dovute dal datore di lavoro
– 160 euro per la copertura degli oneri, più (al massimo) altri 30 euro per la presentazione della domanda alla Questura

Le domande si possono presentare dal 1° giugno al 15 luglio 2020. A giorni, un decreto indicherà alcuni dettagli ancora da definire, come i limiti di reddito del datore di lavoro che può procedere alla regolarizzazione e la documentazione necessaria per dimostrare il rapporto di lavoro da sanare.

Giovanni D’Errico

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