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Covid: Campania allo stremo

Napoli, oggi provvedimento De Magistris: cosa prevede

Sarà pubblicato nel primo pomeriggio il provvedimento anti assembramenti che il sindaco di Napoli Luigi de Magistris ha annunciato nei giorni scorsi definendolo «iniziativa clamorosa». Intervenuto a Radio 24, il primo cittadino del capoluogo partenopeo ha fatto sapere che a breve si recherà dal prefetto di Napoli, Marco Valentini, per rappresentarglielo.  

Nel provvedimento, ha spiegato, «metterò in campo azioni per cercare di contenere l’assembramento ma per dimostrare al Governo nazionale e al governo regionale che, dopo 20 giorni di mie sollecitazioni, ancora non ci dicono se la realtà è uguale ai dati. Quali sono queste azioni? Non lo dico, sono abituato a commentare i provvedimenti dopo. Sicuramente non chiudo singole strade e non chiudo tutta la città. Faremo un lavoro tutti quanti insieme per intervenire dove si formano gli assembramenti, lo faranno le persone che collaborano da sempre: forze di polizia, prefetto, sindaco e cittadini, perché il cittadino non è colpevole di tutta questa storia». 
«L’Esercito? Se la situazione è talmente grave che c’è bisogno dei medici dell’Esercito è chiaro che concordo, ma se l’Esercito significa per controllare la gente che cammina per strada mi sembra una misura totalmente inappropriata», ha poi sottolineato. E interpellato sulle dichiarazioni del ministro degli Esteri Luigi Di Maio sulla necessità di inviare «Esercito e Protezione civile» a Napoli e in Campania, de Magistris ha risposto: «Per cosa? Se è per la gestione della parte sanitaria, allora vuol dire che c’è qualcosa che non va nell’organizzazione politica della sanità campana». 
«La zona rossa non viene dichiarata per paura di rivolte? Non lo so, le interpretazioni possono essere tante e una è questa – ha detto ancora de Magistris aggiungendo – la zona rossa la annunciò il presidente della Regione Campania in modo roboante una quindicina di giorni fa e, pochi minuti dopo, siccome fu una notizia che suscitò scalpore perché non era accompagnata da informazioni adeguate di ristoro, creò quello sconcerto. E’ una lettura, ma è una lettura un po’ sconcertante, perché a Napoli la maggior parte delle manifestazioni sono pacifiche. Se la situazione sanitaria è drammatica basta spiegare che bisogna fare più restrizioni, contestualmente prevedi i ristori e si va avanti».
De Magistris ha sottolineato come nelle ultime settimane ci siano state a Napoli «non meno di venti manifestazioni, tutte pacifiche. Quella – , riferendosi alla manifestazione del 23 ottobre poi sfociata in disordini nei pressi di Palazzo Santa Lucia – è stata una manifestazione particolare in cui alcune frange violente si sono infilate in un corteo pacifico. Ma non è l’unica lettura, possono essercene altre: una può essere che i dati che noi leggiamo ogni giorno non corrispondono alla realtà dei posti letto disponibili». 

Ordinanze Campania, pronte zone rosse in città con alti contagi

La Regione Campania adotterà “una serie di nuove ordinanze restrittive per incrementare le misure destinate al contrasto dell’epidemia da Covid, in sintonia con quanto si sta attuando in altre Regioni (Emilia, Veneto e Friuli)”. Lo rende noto l’Unità di crisi della Regione Campania, ricordando che “nella giornata di ieri è stato fatto invito al prefetto di Napoli, e di tanto sono stati informati il ministro per l’Interno e il ministro della Salute, di procedere all’adozione di misure restrittive nelle aree di maggiore assembramento nel territorio di Napoli e della provincia. Occorre dare priorità al controllo sul lungomare di Napoli e su alcune strade del centro storico cittadino, dove si sono verificati fenomeni di assembramenti illegali, irresponsabili e pericolosi sotto il profilo sanitario”. 
L’Unità di crisi della Regione Campania sta valutando la situazione di alcuni comuni per l’istituzione di zone rosse “nelle città della Campania dove si registra un livello alto di contagi e dove è indispensabile una drastica riduzione della mobilità”. La decisione verrà presa “in coordinamento con le Prefetture competenti e con i Comuni per garantire l’indispensabile impiego delle forze dell’ordine per il controllo sui territori”.  
La verifica e valutazione per alcuni comuni è già cominciata nella seduta dell’Unità di crisi regionale di questa sera e proseguirà nella giornata di domani. Si stanno inoltre definendo anche misure di limitazione per attività commerciali non essenziali nel fine settimana. “Tali decisioni – spiega l’Unità di crisi – saranno assunte sulla base della valutazione tecnica dell’Unità di crisi regionale e degli epidemiologi che ne fanno parte”. (Aggiornamento al 12.11.2020)

Napoli, nel weekend accessi contingentati a piazza Plebiscito e lungomare

Piazza del Plebiscito, il lungomare di via Partenope e, nel centro antico, piazza San Domenico Maggiore e largo San Giovanni Maggiore Pignatelli. Sono queste le aree di Napoli che dal prossimo fine settimana saranno interessate dai presidi delle forze dell’ordine per il contingentamento delle presenze e la regolamentazione dell’accesso, in attuazione delle misure di prevenzione per il contrasto all’emergenza epidemiologica da Covid-19. Nel pomeriggio è stata completata la valutazione dei luoghi della città di Napoli nei quali attivare i presidi, secondo quanto deciso stamattina nel corso della riunione di coordinamento interforze che si è svolta in Prefettura. (Aggiornamento al 12.11.2020)

Boccia a De Luca: «Chiedi medici? Hai i volontari, arruolateli»

“Il Governo è totalmente al fianco di tutta la comunità campana e ha sempre garantito il massimo aiuto alla Regione attraverso il commissario Arcuri con i ventilatori polmonari e i materiali distribuiti e la Protezione civile attraverso il personale medico”. Così il ministro Francesco Boccia, a quanto si apprende, si sarebbe rivolto al presidente Vincenzo De Luca che durante la riunione oggi con il governo e le regioni ha detto di aver avuto solo 7 dei 1400 operatori sanitari richiesti (600 medici e 800 infermieri). 
“Dal 24 ottobre la Campania – ha ribattuto Boccia – ha sul tavolo, attraverso la Protezione civile, la disponibilità di 2.236 operatori sanitari, arruolateli e se avete bisogno di altri volontari facciamo un bando ad hoc solo per la Campania domani mattina, ma basta polemiche. Ci sono 1.172 medici campani che vogliono lavorare in Campania e oltre un migliaio di altri operatori sanitari”. 
“Non c’è nessuno sciacallaggio verso la Campania e questa non è la sede per far polemica ma la sede in cui si risolvono problemi reali – avrebbe scandito Boccia – I dati di oggi sulle terapie intensive confermano che la Campania con 181 ricoverati Covid-19 su 590 è sotto la soglia critica ma nello stesso tempo le pressioni sulle reti ospedaliere necessitano di interventi urgenti”.  
“Non si risolvono complessità di questa natura polemizzando ma lavorando nel merito dei problemi e collaborando 24 ore al giorno. Abbiamo grande rispetto per il lavoro di ogni Presidente perché lo facciamo insieme da otto mesi ed è lo stesso rispetto che hai avuto tu” avrebbe detto Boccia rivolgendosi a De Luca. “Il governo resta al fianco della regione Campania – ha sottolineato – e se c’è bisogno di fare ulteriori misure restrittive d’intesa con il ministero della Salute noi ci siamo e ci siamo sempre stati”. 
“Attiviamo in tempo reale attraverso Arcuri tutti i covid hotel di cui c’è bisogno in ogni provincia campana e confermiamo la disponibilità della Difesa per esigenze ulteriori di ospedali da campo così come avvenuto in altre regioni italiane a partire dal caso di Genova in Liguria. Se non servono, per alleggerire la pressione sugli ospedali, basta metterlo per iscritto alla Protezione civile che domani comunque scriverà a tutte le Regioni confermando la nostra disponibilità, poi ognuno si assumerà le proprie responsabilità”.  (Aggiornamento al 12.11.2020)

Campania, 4065 nuovi casi: il bollettino

Sono 31 i morti da Covid in Campania resi noti oggi. Dal bollettino del ministero della Salute sono stati 4065 i nuovi contagi da ieri, mentre sono stati 605 i guariti.  
Nelle ultime 24 ore sono stati eseguiti 23.840 tamponi. Dei 4.065 nuovi positivi, 286 sono sintomatici e 3.779 sono asintomatici. Il totale dei casi di coronavirus registrati in Campania dall’inizio dell’emergenza è 99.986, mentre sono 1.196.072 i tamponi complessivamente esaminati. L’unità di crisi specifica i 31 decessi comunicati oggi sibi avvenuti tra il 7 e l’11 novembre. Il totale dei decessi in Campania sale così a 927. Sono 645 i nuovi guariti: il totale dei guariti è 19.000.  
Nella regione sono 192 le persone ricoverate in terapia intensiva, 11 in più rispetto a ieri. I posti letto di terapia intensiva disponibili su base regionale sono 656: “Ad oggi – spiega in una nota l’Unità di crisi della Regione Campania – la dotazione dei posti letto di terapia intensiva della Regione Campania è costituita dalla somma dei 590 posti letto realizzati pre-emergenza e dei posti letto in più temporaneamente attivati per i Covid, 66 (Covid hospital)”. (Aggiornamento al 12.11.2020)

Ordinanza Benevento, vietati ‘struscio’ e ritrovo minorenni

Il sindaco di Benevento Clemente Mastella ha emanato un’ordinanza finalizzata a evitare “il cosiddetto struscio” e a “limitare la presenza di pubblico nelle strade e piazze cittadine nei giorni e nelle fasce orarie in cui, per comportamenti consuetudinari, è particolarmente elevato il rischio di assembramento”. L’ordinanza prevede la chiusura al pubblico in tutti i venerdì, i sabati e le domeniche, nonché nei giorni festivi e prefestivi, dalle ore 18 alle ore 22, di corso Garibaldi e relative piazze e traverse, via Traiano comprese le aree circostanti l’Arco, piazza Roma e via Annunziata (spazio antistante l’ingresso di Palazzo Mosti).  
L’ordinanza stabilisce inoltre il “divieto di ritrovo e stazionamento dei minori”. Mastella ha disposto anche che “sulle panchine dell’intero territorio cittadino potranno prendere posto due persone per volta, oppure un minore o una persona non autosufficiente con il rispettivo accompagnatore, sempre nel rispetto del prescritto distanziamento interpersonale”.  
L’ordinanza vieta infine l’accesso dei visitatori al cimitero comunale nelle domeniche e nei giorni festivi e sospende lo  svolgimento del mercato regionale del sabato nell’area Santa Colomba. 
In relazione a quest’ultima misura il sindaco Mastella ha anche precisato che rimarrà in vigore finché non verrà approntato un piano che preveda la perimetrazione dell’area con un unico varco d’accesso (con verifica delle distanze e controllo della temperatura corporea) e un unico varco d’uscita in modo da evitare possibili assembramenti e contingentare gli ingressi. (Aggiornamento al 12.11.2020)

Afragola: vietata circolazione minori dalle 18

Il sindaco di Afragola (provincia di Napoli) Claudio Grillo ha firmato un’ordinanza con la quale si vieta dalle 18 alle 22 ai minori di 18 anni di “circolare nei luoghi pubblici senza essere accompagnati da un genitore o altro adulto familiare o altro adulto abitualmente convivente o deputato alla loro cura”.  
L’ordinanza sarà in vigore da domani, 13 novembre, al 3 dicembre, ed è stata decisa nel corso di un incontro tra il sindaco Grillo e gli assessori, il presidente del Consiglio comunale e il comandante della Polizia locale per “valutare l’adozione di ulteriori misure necessarie per il contenimento del contagio da Covid-19 dopo l’incremento dei soggetti positivi registrato in questi giorni”. Ad Afragola sono 940 le persone attualmente positive. 
“Stiamo monitorando con costante attenzione il trend di crescita dei contagi che, qualora dovesse presentare ulteriori incrementi preoccupanti, indurrà l’Amministrazione comunale all’adozione di ulteriori misure restrittive già nei prossimi giorni”, dichiara Grillo. “Nel rinnovare l’appello al senso di responsabilità di ciascuno, compresi gli operatori economici del territorio, si ringraziano i cittadini per il contributo che continuerà ad essere assicurato per la piena attuazione delle misure volte alla tutela della salute pubblica”, conclude il sindaco di Afragola. (Aggiornamento al 12.11.2020)

Lockdown a Napoli? de Magistris smentisce stop a pedoni

Un ‘lockdown pedonale’ a Napoli? Mentre si attendono novità sullo status della Campania, oggi ancora zona gialla in base al rischio coronavirus, l’amministrazione comunale di Napoli “smentisce categoricamente” l’ipotesi dell’emanazione di un’ordinanza sindacale di “divieto di circolazione pedonale esteso a tutto il territorio cittadino” con le “strade aperte solo alle auto” apparsa oggi su un quotidiano. Il Comune di Napoli definisce la notizia “totalmente falsa, inventata e destituita di ogni fondamento”. Nei giorni scorsi il sindaco Luigi de Magistris ha annunciato una “iniziativa clamorosa” per il contenimento del contagio da coronavirus in città. (Aggiornamento al 12.11.2020)

Covid Napoli, de Magistris: «Sì a esercito ma di medici»

“Complessivamente non comprendo l’intervento del presidente del Consiglio. Napoli in questo momento ha bisogno di un esercito, sono d’accordo, ma ha bisogno di un esercito di medici, di infermieri e di operatori sanitari”. Sono le parole del sindaco di Napoli Luigi de Magistris che si esprime così sull’emergenza coronavirus nella città di Napoli e sull’ipotesi di invio dell’esercito in città. La Campania al oggi è zona gialla, in attesa di eventuali decisioni legate al nuovo monitoraggio. 
“Se la Regione in questi mesi insieme al Governo avesse fatto scorrere le graduatorie – aggiunge de Magistris – noi in questo momento avremmo un’organizzazione molto più efficace e un esercito che tutela la nostra salute”. 
“L’idea che il colpevole di questa città sia il cittadino – aggiunge de Magistris -, che in base alla zona gialla ha diritto di uscire, e il fatto che ci si meravigli se in una metropoli come Napoli le persone che possono uscire fanno numero per strada è il festival dell’ipocrisia. Se il problema è il numero Governo nazionale e governo regionale si assumessero la responsabilità, che solo loro hanno, di dichiarare la zona rossa. Altrimenti smettiamola di prendercela con il cittadino, con il poliziotto o con il sindaco che dovrebbero affrontare quello che evidentemente loro non sono in grado e, a questo punto devo pensare, non vogliono affrontare, perché se i dati che provengono dal territorio sono veri allora delle due l’una: o sono bugie quelle che ci dicono ogni giorno medici, infermieri e pazienti, o c’è qualcuno che sta gravemente sottostimando la situazione nei nostri territori”. 
“Questo è il momento di assumersi le responsabilità, non di far vedere che si mandano i carri armati”, ha detto ancora il sindaco di Napoli. “Non è questione di carri armati ma di tutelare la salute di tutti noi e di stare vicino al popolo dal punto di vista sociale, economico e del lavoro. Questa è la risposta che un Governo forte e autorevole deve dare. Siamo ancora in attesa della liquidità per aiutare le persone che sono in difficoltà e non vorrei che il problema stesse diventando questo, cioè che non si tutela maggiormente la salute perché non si ha la possibilità di ristorare economicamente il popolo e quindi si teme che l’esasperazione sociale esploda nuovamente. Ma questo sarebbe molto grave, perché l’autunno caldo l’avevamo previsto tutti sia dal punto di vista sociale che dal punto di vista economico”. (Aggiornamento al 12.11.2020)

Campania, terapia intensiva occupata al 27%

L’Unità di crisi della Regione Campania comunica che “nella settimana del 2-8 novembre la percentuale di occupazione dei posti di terapia intensiva su scala regionale è del 27%. L’indicatore di occupazione dei posti letto di terapia intensiva – si legge in una nota – è dato dal rapporto tra il tasso giornaliero di pazienti Covid ricoverati nel giorno indice sul numero di posti letto totali di terapia intensiva attivi nel giorno indice moltiplicato per 100”. (Aggiornamento al 11.11.2020)

De Luca a prefetto: «Subito piano anti assembramenti»

Il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca ha inviato una lettera al prefetto di Napoli, Marco Valentini, chiedendo “la rapida definizione di un piano generale di interventi articolati” volto a “impedire assembramenti e attività che incentivano una mobilità non legata alle esigenze essenziali”. Nella lettera De Luca cita “episodi clamorosi di assembramenti fuori controllo verificatisi in particolare sul lungomare di Napoli e in alcuni luoghi del centro storico” e sollecita, “con riferimento al Dpcm 3/11/2020 e alle recenti direttive del ministro dell’Interno, la rapida definizione di un piano generale di interventi articolati per precise realtà territoriali e garantito nella sua attuazione, già dai prossimi giorni, da controlli efficaci delle forze di polizia nazionali e locali, e volto a impedire assembramenti ed attività che incentivano una mobilità non legata alle esigenze essenziali”. Questo il testo completo della lettera inviata dal presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca al prefetto di Napoli Marco Valentini e, per conoscenza, al ministro dell’Interno Luciana Lamorgese e al ministro della Sanità Roberto Speranza: “Facendo seguito alla precorsa corrispondenza, in relazione agli obiettivi di prevenzione della diffusione del Covid, e tenendo conto delle raccomandazioni della Cabina di Regia Nazionale sulla opportunità di ‘considerare di anticipare rapidamente le misure previste per il livello di rischio alto’; tenuto conto di episodi clamorosi di assembramenti fuori controllo verificatisi in particolare sul Lungomare di Napoli e in alcuni luoghi del centro storico; sollecito, con riferimento al Dpcm 3/11/2020 e alle recenti direttive del ministro dell’Interno, la rapida definizione di un piano generale di interventi articolati per precise realtà territoriali e garantito nella sua attuazione, già dai prossimi giorni, da controlli efficaci delle Forze di Polizia nazionali e locali, e volto a impedire assembramenti ed attività che incentivano una mobilità non legata alle esigenze essenziali”.  (Aggiornamento al 11.11.2020)

4 morti in un giorno in pronto soccorso Castellammare di Stabia

Quattro decessi legati al coronavirus nel giro di 24 ore si sono registrati nell’ospedale “San Leonardo” di Castellammare di Stabia, in provincia di Napoli. I decessi, si apprende dalla Asl Napoli 3 Sud, sono avvenuti all’interno del pronto soccorso, dove i pazienti sono stati assistiti regolarmente.  I primi due decessi si sono registrati nella giornata di ieri, gli altri due durante la notte appena trascorsa. Il pronto soccorso dell’ospedale di Castellammare di Stabia, con il momentaneo stop di Vico Equense e Gragnano e con la conversione di Boscotrecase in Covid Hospital, è l’unico in grado di servire la popolosa area vesuviana.  Al momento la situazione nel pronto soccorso stabiese viene definita “sotto controllo”: sono in via di attivazione ulteriori trenta posti letto di degenza destinati a pazienti Covid negli spazi allestiti a supporto delle attività del pronto soccorso. (Aggiornamento al 11.11.2020)

Campania, 2.716 nuovi casi e 18 morti: il bollettino

Sono 2.716 i nuovi casi di coronavirus emersi nelle ultime 24 ore in Campania dall’analisi di 14.290 tamponi, secondo l’ultimo bollettino di oggi. Dei 2.716 nuovi positivi (il 19% dei tamponi complessivamente esaminati), 412 sono risultati sintomatici e 2.304 sono asintomatici. Il totale dei casi di coronavirus in Campania dall’inizio dell’emergenza è 92.755, mentre i tamponi complessivamente esaminati sono 1.153.786. Sono 18 i nuovi decessi, dato che porta il totale dei deceduti in Campania a 862. I nuovi guariti sono 790: il totale dei guariti in Campania sale a 17.665. (Aggiornamento al 10.11.2020)

«Napoli zona rossa per 2 settimane», appello dei medici

A Napoli c’è un estremo disagio dei medici, con lo spettro dell’implosione del sistema. Dunque non posso che concordare nel chiedere misure più restrittive: a Napoli serve una zona rossa per almeno due settimane». A dirlo all’Adnkronos Salute è il presidente della Federazione degli Ordini dei medici, Filippo Anelli, che nei giorni scorsi aveva invocato il lockdown in tutta Italia, e oggi condivide l’allarme della Federazione dei medici di medicina generale (Fimmg) della provincia campana. (Aggiornamento al 10.11.2020)

Medici famiglia Napoli: «Qui numeri galoppano»

Grande preoccupazione tra i medici di famiglia di Napoli e provincia che registrano ben 6 colleghi deceduti per Covid da settembre, oltre 20 contagiati e due appena dimessi dall’ospedale. «Un quadro in rapida evoluzione. E parliamo di numeri limitati alla sola provincia di Napoli. Ho avuto solo ieri 4 segnalazioni d nuovi contagi e, questa mattina, un caso sospetto di un collega con febbre. La situazione è davvero difficile», spiega all’Adnkronos Salute Luigi Sparano, segretario provinciale della Federazione dei medici di medicina generale (Fimmg) della provincia campana.
«I numeri in Campania galoppano – continua – e lo scenario della nostra categoria è complicato. Quello di cui si parla poco è il numero di pazienti gestiti a domicilio. Un medico di famiglia, in questo momento, non segue meno di 7 pazienti in sorveglianza domiciliare. Ciò che sta generando il cortocircuito è l’aumento dei numeri. Non c’è un’inadempienza delle parti. Quattro contagiati tra i nostri medici in un giorno impressiona».
La categoria «ha un’esposizione elevatissima – dice Sparano – non lavoriamo in reparti protetti. Non c’è la misurazione della febbre all’ingresso degli studi o una selezione come in ospedale. Abbiamo una pressione fortissima dei pazienti, dobbiamo rispondere ad almeno 200 contatti al giorno. Abbiamo ridotto i contatti fisici che però non possono essere eliminati, perché alcuni pazienti necessitano di un monitoraggio a domicilio. Siamo esposti perché non abbiamo percorsi di protezione e i dispositivi individuali non sempre sono sufficienti. Quindi, benché si adottino misure di sicurezza, è praticamente impossibile impedire l’avvicinamento ad un luogo come quello di nostri studi nei quali si entra senza obbligo di tampone.”. (Aggiornamento al 10.11.2020)

Campania, rischio cambio zona: oggi verifica su dati

La conferma della zona gialla, il passaggio alla zona arancione o il doppio salto alla zona rossa. Sono le tre opzioni per la Campania in relazione al rischio legato all’emergenza Coronavirus. Dopo i provvedimenti adottati ieri dal ministro Roberto Speranza, che ha deciso il passaggio a partire da domani di cinque regioni (Abruzzo, Umbria, Basilicata, Liguria e Toscana) nella zona arancione, la giornata di oggi sarà interamente dedicata alla situazione della regione governata da Vincenzo De Luca, oggetto di un’ulteriore verifica sui dati epidemiologici.
Ieri in Campania si sono registrati 3.120 nuovi contagi e 18 decessi. Il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, è tornato a chiedere la zona rossa. «Se vogliamo evitare la pressione sugli ospedali bisogna interrompere il contagio, e per interrompere il contagio purtroppo bisogna fare la zona rossa», ha detto il primo cittadino partenopeo, secondo il quale «per evitare che ci sia sempre più una pressione sugli ospedali, non solo ci vorrebbe un’organizzazione sanitaria diversa dal punto di vista politico che non è mai stata fatta in questi mesi, ma bisogna interrompere il contagio. E per interrompere il contagio serve la zona rossa purtroppo».
De Luca ha reclamato «un’operazione verità a tutti i livelli» e ha chiesto al ministro Speranza «un confronto immediato e pubblico sui dati della Campania» sottolineando che la regione da lui guidata è quella «con la più bassa mortalità Covid d’Italia». «Essendo io – ha aggiunto De Luca – l’unico che si è assunto la responsabilità di sollecitare già da mesi, in dissenso dal Governo, misure nazionali rigorose e unitarie per il contenimento preventivo del contagio, chiedo ora al ministro della Salute un confronto di merito e pubblico sui dati oggettivi del sistema sanitario campano, nell’ambito di una verifica generale e ineludibile dei dati di tutte le regioni d’Italia“. (Aggiornamento al 10.11.2020)

Campania, oggi 3.120 contagi: il bollettino

Sono 3120 i nuovi contagi da Covid oggi in Campania. Le vittime da ieri sono state 18. E’ quanto si legge sul bollettino del ministero della Salute a proposito dell’emergenza Coronavirus nella Regione. I guariti sono stati 434. (Aggiornamento al 09.11.2020)

Campania, Tar respinge ricorsi contro scuole chiuse

Il Tar della Campania ha respinto, con tre decreti appena pubblicati, le richieste di sospensione dell’ordinanza numero 89 con il quale il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, lo scorso 5 novembre, ha disposto la chiusura di tutte le scuole (primarie, secondarie e dell’infanzia) fino al 14 novembre.
La quinta sezione del Tar Campania, presieduta da Maria Abruzzese, ha fissato per la trattazione collegiale la camera di consiglio del 4 dicembre. Si tratta della seconda decisione in tal senso presa dalla quinta sezione del Tar Campania, dopo la pronuncia dello scorso 19 ottobre sul ricorso presentato da alcuni cittadini.
La sospensione della didattica in presenza «si è dimostrata finora utile ed efficiente per garantire il diritto alla salute di tutti e di ciascuno» scrivono i giudici.
Secondo il Tar Campania «le ordinanze, e in particolare l’ordinanza numero 89, successiva al Dpcm 4 novembre 2020, trovano fondamento nell’aggiornata istruttoria circa l’andamento del contagio su scala regionale e sono, non irragionevolmente, motivate sul rilievo della persistente emergenza sanitaria, sul verificato ‘effetto moltiplicatore dei contagi connessi a positività nelle fasce in età scolare’ e sul prevedibile ‘impatto sul Sistema sanitario regionale’, tenuto conto della peculiare densità abitativa del territorio regionale e del deficit di personale sanitario in servizio attivo e, quanto alla idoneità della misura adottata, del riscontrato aumento dei casi di positività al Covid-19 in ambito scolastico, nonché della esigenza di consolidare i risultati di contenimento della pandemia finora conseguiti, stante la verificata efficacia della detta misura a tali fini».
I giudici sottolineano inoltre che «la lamentata compromissione degli altri diritti involti non sembra affatto assoluta, purché le attività scolastiche siano effettivamente assicurate con metodiche alternative rispetto alla didattica in presenza, e tenuto conto della non dimostrata impossibilità di contemperare le attività lavorative degli esercenti la potestà genitoriale con l’assistenza familiare nei confronti dei figli minori». (Aggiornamento al 09.11.2020)

Procura di Napoli: «nessuna indagine su presunta falsità dati»

«La Procura di Napoli non ha inviato indagini preliminari sulla presunta falsità di dati sanitari rilevanti per la gestione dell’emergenza epidemiologica in Campania“. Lo scrive il procuratore di Napoli Giovanni Melillo in una nota diffusa «in relazione alle odierne notizie di stampa». Il capo della Procura partenopea sottolinea che «nessuna iniziativa è stata assunta né tanto meno annunciata da questo Ufficio». (Aggiornamento al 09.11.2020)

Campania, 4.601 nuovi casi e 15 morti: il bollettino

Sono 4601 i nuovi casi di coronavirus emersi nelle ultime 24 ore in Campania secondo il bollettino di oggi dall’analisi di 25.806 tamponi, 15 i morti. Si tratta del dato più alto di nuovi casi registrato in un solo giorno in Campania. Dei 4.601 nuovi positivi (il 17,8% sul totale dei tamponi analizzati), 284 sono sintomatici (il 6,1%) mentre 4.317 sono asintomatici. Il totale dei positivi in Campania dall’inizio dell’emergenza è 86.919, mentre il totale dei tamponi esaminati è 1.123.703. L’unità di crisi della Regione Campania inserisce nel bollettino odierno 15 nuovi decessi legati al coronavirus, specificando però che si tratta di decessi avvenuti tra il 4 e il 7 novembre. Il totale dei deceduti in Campania dall’inizio dell’emergenza è 826. Sono 440 i nuovi guariti: il totale dei guariti è 16.441.
186 i pazienti ricoverati in terapia intensiva nella Regione. Il dato rappresenta un aumento di 7 unità rispetto a ieri. Sono 590 i posti letto di terapia intensiva disponibili su base regionale in Campania (occupato il 31,5%). Sono 1.817 i posti letto di degenza occupati (+21 rispetto a ieri) su 3.160 posti letto di degenza disponibili su base regionale.
Sono 69.652 le persone attualmente positive in Campania (4.146 in più rispetto a ieri). Di queste, 67.649 sono in isolamento domiciliare e 2.003 (il 2,8% dei positivi) sono ospedalizzate: 1.817 ricoverate in reparto Covid ordinario e 186 in terapia intensiva. (Aggiornamento al 08.11.2020)

Campania, 4.309 nuovi casi e 15 morti: il bollettino

Sono 4.309 i nuovi casi di coronavirus emersi nelle ultime 24 ore in Campania dall’analisi di 22.696 tamponi. Dei 4.309 nuovi casi, 299 (il 6,9%) sono sintomatici e 4.010 sono asintomatici. Il totale dei casi di coronavirus registrati in Campania dall’inizio della pandemia è 82.318, mentre sono 1.097.897 i tamponi complessivamente esaminati. Sono 15 i nuovi decessi legati al coronavirus, con il totale dei deceduti dall’inizio dell’emergenza che supera quota 800 e raggiunge gli 811. Sono 984 i guariti di oggi: il totale dei guariti è 16.001.
Diminuisce di un’unità il numero dei posti letto di terapia intensiva occupati in Campania. Oggi sono 179 i pazienti ricoverati in terapia intensiva, mentre sono 590 i posti letto di terapia intensiva disponibili su base regionale. Aumentano invece i pazienti ricoverati in reparti ordinari Covid: sono 1.756 i posti letto di degenza occupati (+79 rispetto a ieri) su 3.160 posti letto di degenza disponibili su base regionale. (Aggiornamento al 07.11.2020)

De Luca: «Preferivo lockdown nazionale di un mese»

«In questi mesi si sono confrontate in Italia due linee per affrontare il Covid: una che puntava alla prevenzione, quella scelta dalla Campania, e una che puntava a misure parziali che seguivano il contagio. Il Governo ha scelto questa linea e io credo che non sia efficace. Avrei preferito una linea unitaria di rigore per tutto il Paese, avrei preferito la chiusura di un mese di tutto». Lo ha detto il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, secondo il quale «questo ci avrebbe aiutato a frenare il contagio, anziché avere un calvario di ordinanze, di decreti uno ogni 48 ore, che ha finito per creare sconcerto ai cittadini, per non dare mai la percezione della gravità della situazione, per creare conflitti tra categorie economiche e per creare anche conflitti territoriali».
«Ma soprattutto – ha aggiunto – una linea del genere non è efficace perché non risponde all’obiettivo di fare prevenzione, ma interviene dopo che il contagio è già avvenuto. Oggi com’è possibile verificare si corre ai ripari, ma si corre ai ripari avendo perduto a mio parere settimane di tempo preziose».
Secondo De Luca, «non dobbiamo aspettare il momento nel quale il contagio ha un’esplosione e diventa incontrollabile, ma dobbiamo intervenire prima. Lo so che quando la situazione sembra tranquilla è più duro dover dire che dobbiamo attuare delle restrizioni, ma la prevenzione significa questo, intervenire prima che il problema scoppi, sennò è perfettamente inutile». (Aggiornamento al 06.11.2020)

De Magistris scrive a Conte: «In Campania si è perso il controllo»

Il sindaco di Napoli Luigi de Magistris ha scritto una nota indirizzata al presidente del Consiglio Giuseppe Conte nella quale esprime «viva preoccupazione per la situazione della sanità pubblica nella regione Campania». Secondo de Magistris in Campania «si è perso completamente il controllo dei vari settori che compongono la struttura della difesa della salute dei cittadini: dalla medicina territoriale di distretto, ai tamponi, dal tracciamento dei contagi, ai posti letto, ai reparti Usca, alla enorme difficoltà di curare altre patologie di persone non affette da coronavirus, perché è stato disposto il blocco dei ricoveri».
Trasferimento immediato di liquidità e un piano per il lavoro che garantisca al Comune di operare assunzioni, sono le «misure assolutamente necessarie» sottolineate dal sindaco di Napoli al presidente del Consiglio nella lettera con la quale chiede «un incontro con cortese urgenza per proseguire, nel dialogo costruttivo, affrontando interventi assolutamente urgenti per la città e per l’area metropolitana di Napoli». Secondo de Magistris le due richieste «rivestono una importanza ed un’urgenza improrogabile». (Aggiornamento al 06.11.2020)

Ordinanza De Luca: scuole restano chiuse

È in corso di pubblicazione un’ordinanza del presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca con la quale viene confermata la sospensione delle lezioni in presenza nelle scuole, da quelle dell’infanzia alle superiori, dal 6 novembre al 14 novembre. Resta quindi in vigore, nonostante l’inserimento della Campania nella zona “gialla”, la sospensione della didattica in presenza in vigore dal 15 ottobre scorso.
La Regione Campania conferma inoltre il blocco della mobilità tra le 5 province. La misura, già in vigore, viene confermata nell’ordinanza numero 89 firmata oggi e in corso di pubblicazione. Il divieto di spostamenti tra province, salvi gli spostamenti connessi a motivi di salute, lavoro, comprovati motivi di natura familiare, scolastici o afferenti ad attività formative e socio-assistenziali o altri motivi di urgente necessità, è in vigore in Campania dallo scorso 23 ottobre.
Resta confermata fino al 14 novembre anche la limitazione per l’attività di jogging nei centri abitati nella fascia oraria tra le 6 e le 8.30 di mattina. L’ordinanza limita dalle ore 6 alle 8.30 l’attività di jogging se svolta “sui lungomari, nei parchi pubblici, nei centri storici, e comunque in luoghi non isolati”, mentre negli altri casi il jogging è consentito “senza limiti di orario”. (Aggiornamento al 05.11.2020)

Campania, oggi 3.888 nuovi casi e 17 morti

Sono 3.888 i nuovi casi di coronavirus emersi nelle ultime 24 ore in Campania dall’analisi di 19.568 tamponi. Dei 3.888 nuovi positivi, 210 sono sintomatici e 3.678 sono asintomatici. Il totale dei positivi è 73.501, mentre i tamponi complessivamente esaminati sono 1.051.304. Sono 17 i nuovi decessi legati al coronavirus: il totale dei decessi in Campania è 756. Sono 311 i nuovi guariti: il totale dei guariti in Campania dall’inizio dell’emergenza è 14.697.
Sono 174 i pazienti Covid ricoverati in terapia intensiva. Il dato è inferiore di un’unità rispetto a quello di ieri. Sono 243 i posti letto di terapia intensiva attivabili per i pazienti Covid su base regionale, mentre sono 590 i posti letto di terapia intensiva complessivi attivi in Campania. Sono 1.608 i posti letto di degenza occupati, 39 in più rispetto a ieri, a fronte di 1.940 posti letto di degenza attivabili. (Aggiornamento al 05.11.2020)

Campania, oggi 3.186 nuovi contagi

«Oggi abbiamo registrato 3.186 positivi su 18.650 tamponi», 83 più di ieri. Lo ha reso noto il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca nel corso della diretta Facebook con la quale, ogni venerdì, fa il punto sulla situazione coronavirus in regione. (Aggiornamento al 30.10.2020)

Napoli, allarme dei medici di base: «Noi in prima linea senza barriere»

Sono giorni difficili. Siamo presi d’assalto dalle richieste dei pazienti. E siamo anche preoccupati per il rischio che le patologie non Covid vengano trascurate. Come tutte le strutture sanitarie, i nostri ambulatori devono assorbire l’onda d’urto della pressione degli assistiti ma, a differenza degli altri, i nostri studi non hanno barriere, come accade negli ospedali o nelle cliniche universitarie». Luigi Sparano, segretario della Federazione dei medici di medicina generale (Fimmg) di Napoli racconta le difficoltà dei medici di famiglia partenopei che si trovano ad affrontare una fase acuta della pandemia con la consapevolezza dei rischi personali. «Da settembre abbiamo avuto 3 colleghi morti per Covid», dice all’Adnkronos Salute.
«Per accedere in una struttura ospedaliera – spiega – ci deve essere una condizione di urgenza e si deve effettuare un esame diagnostico. Da noi non è così. Siamo pressati da richieste della popolazione che possono essere concrete, improprie o anche legate a uno stato di agitazione dei pazienti che non si sentono sereni in questo periodo».
In questi giorni, «sono ‘esplose’ le richieste di qualsiasi tipo – continua – sia per semplici consigli sia per le richieste di test sierologici, molecolari ma anche per certificazioni di vario tipo, come per la chiusura di quarantene fiduciarie ecc. Abbiamo tanti pazienti che restano a lungo in attesa della liberazione della quarantena da parte dei Dipartimenti perché ci sono ritardi legati al gran numero di assistiti interessati. Ed anche in questi casi ci chiamano per avere informazioni». «È un momento di grande pressione. E dobbiamo mantenere la lucidità, che è fondamentale per noi», conclude. (Aggiornamento al 30.10.2020)

Benevento, ordinanza ‘anti-Halloween‘: «Vietato regalare caramelle»

Ordinanza “anti Halloween” a Benevento. Il sindaco del capoluogo sannita, Clemente Mastella, ha varato una serie di misure restrittive in vigore su tutto il territorio comunale nei giorni 31 ottobre e 1° novembre, in vista cioè della “festa popolare di Halloween“. L’ordinanza dispone il divieto di organizzare «manifestazioni o iniziative di qualsiasi tipologia riconducibili all’evento della festa cosiddetta di Halloween» o «di festeggiamenti pubblici», sconsigliando «fortemente quelli privati».  
L’ordinanza prevede inoltre il divieto di «accedere, singolarmente o in gruppi, agli esercizi commerciali e ai pubblici secondo le usanze della festa di Halloween» e fa divieto agli operatori commerciali di «porre a disposizione del pubblico caramelle, dolciumi e qualsiasi altra cosa in regalo come d’uso per la festa». 

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Campania, oggi oltre 3.100 nuovi casi

Sono 3.103 i nuovi casi di coronavirus emersi nelle ultime 24 ore in Campania dall’analisi di 17.735 tamponi. Si tratta del dato più alto registrato in un sol giorno in Campania dall’inizio dell’emergenza e, per la prima volta, di un dato superiore ai 3.000 casi. Dei 3.103 nuovi positivi, 242 sono sintomatici e 2.861 sono asintomatici. Il dato, specifica l’Unità di crisi della Regione Campania, è comprensivo dello screening ad Arzano (Napoli). Il totale dei casi in Campania dall’inizio dell’emergenza sale a 48.885, mentre i tamponi complessivamente esaminati sono 919.318.
Sono 20 i nuovi decessi. La stessa unità di crisi specifica però che si tratta di decessi avvenuti tra il 24 e il 28 ottobre e registrati ieri. Il totale dei deceduti in Campania dall’inizio dell’emergenza è 644. Nel bollettino è inserito anche il numero dei nuovi guariti, 265, con il totale dei guariti che sale a 10.537.
Sono 164 i pazienti ricoverati in terapia intensiva in Campania, 21 in più rispetto a ieri. I posti di terapia intensiva attivabili su base regionale, informa il bollettino odierno diffuso dall’Unità di crisi della Regione Campania, sono 227. I posti letto di degenza occupati sono 1.297 su 1.500 posti di degenza attivabili. Sono 580 i posti letto di terapia intensiva complessivi presenti su base regionale in Campania, 16 in più rispetto al dato contenuto nel bollettino di ieri.

Lockdown, de Magistris: «Va deciso insieme ai sindaci»

Qualsiasi misura più restrittiva, a maggior ragione un eventuale lockdown, deve essere decisa da tutti: Governo nazionale, governo regionale e governo della città“. Lo dichiara il sindaco di Napoli Luigi de Magistris, che ieri ha tenuto una conversazione telefonica con il ministro della Salute Roberto Speranza, interpellato da de Magistris e dal sindaco di Milano Giuseppe Sala sull’ipotesi di lockdown per le due metropoli.

«Il ministro – spiega de Magistris – ci ha comunicato che si sarebbe attivato immediatamente per farci avere, nel giro di pochi giorni, un focus analitico sulla situazione di Napoli e Milano, e ha sottolineato che ogni decisione sarà presa insieme. Noi sindaci auspichiamo, e in questo abbiamo raccolto la condivisione del ministro Speranza, che si lavori più a stretto contatto, più in sinergia e collaborazione». (Aggiornamento al 29.10.2020)

De Luca scrive a Conte: «Richieste Campania senza risposta»

«Signor presidente, le segnalo con preoccupazione e sconcerto il fatto che a 15 giorni da incontri da me avuti con esponenti di Governo, le principali richieste avanzate dalla Regione Campania per affrontare l’epidemia Covid rimangono tutt’oggi senza risposta». Lo scrive il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca in una lettera inviata al presidente del Consiglio Giuseppe Conte.
«Le ricordo – aggiunge De Luca – che avevamo chiesto l’invio immediato da parte della Protezione Civile di 600 medici (con particolare attenzione agli anestesisti) e 800 infermieri. Ad oggi sono arrivati solo 22 medici e 81 infermieri. È una situazione sconcertante e intollerabile se si tiene conto del fatto che la Regione Campania ha una sottodotazione drammatica di personale. Colgo l’occasione per sottolineare le sconcertanti affermazioni di consulenti sanitari nazionali relative alla Campania e che risultano assolutamente intollerabili a fronte dei ritardi gravissimi con cui il governo ha affrontato le questioni che riguardano la nostra Regione. Continuo a registrare in particolare posizioni tanto irresponsabili quanto scollegate da ogni valutazione epidemiologica in relazione al mondo della scuola. Attendiamo che il Governo dica parole chiare ed esca dai balbettii e si assuma responsabilità piene».
Secondo De Luca, «dopo mesi di sottovalutazioni, di ottimismi forzati e di mezze misure, ci troviamo di fronte a decisioni improvvisate, male preparate e peggio motivate, e in un contesto nel quale molti operatori economici hanno visto non attuati gli impegni del Governo. Nei prossimi giorni verificheremo rigorosamente e puntigliosamente il rispetto degli impegni assunti dal Governo in relazione ai comparti economici colpiti dal Dpcm. Riteniamo grave il ritardo del Governo nella definizione di un piano socio economico nazionale di sostegno non per un mese, ma per tutta la fase di presenza dell’epidemia. Chiedo formalmente che il Governo decida di convocare un tavolo con la Regione per la messa a punto in tempi immediati di questo piano di sostegno per i prossimi mesi», conclude De Luca nella lettera inviata al premier. (Aggiornamento al 28.10.2020)

Campania, 2.427 nuovi casi e 17 morti

Sono 2.427 i nuovi casi di coronavirus emersi oggi in Campania dall’analisi di 15.030 tamponi. Dei 2.427 nuovi positivi, 31 sono sintomatici e 2.396 sono asintomatici. Il totale dei casi di coronavirus registrati in Campania dall’inizio dell’emergenza sono 45.782, mentre sono 901.583 i tamponi complessivamente esaminati. L’Unità di crisi della Regione Campania inserisce nel bollettino odierno 17 nuovi decessi, specificando però che si tratta di persone decedute tra il 24 e il 27 ottobre. Il totale dei deceduti in Campania dall’inizio dell’emergenza sale a 624. Sono 365 i nuovi guariti: il totale dei guariti è 10.272. (Aggiornamento al 28.10.2020)

Lockdown a Milano e Napoli, Sala e De Magistris scrivono a Speranza

Il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, stamattina ha scritto insieme al sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, una lettera al ministro della Salute Roberto Speranza sul tema del lockdown paventato a Napoli e Milano da Walter Ricciardi, consulente del ministero. Lo ha detto Sala nel suo video sui social. «Stamattina ci siamo sentiti con il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris perché ieri il professor Walter Ricciardi ha evocato un lockdown per Milano e Napoli. Abbiamo scritto al ministro Speranza per sapere se è un’opinione del suo consulente o del ministero e nel caso fosse un’opinione del ministero se è basata su dati e fatti che ministero il ha e noi no». (Aggiornamento al 27.10.2020)

Brusaferro: “Lockdown Milano e Napoli? Dipende da regioni

La possibilità di un lockdown per le grandi città, come Milano o Napoli, «è una opzione prevista, utile e transitoria per raffreddare la velocità di crescita dei contagi. È stata già utilizzata in passato con le zone rosse, ma dipende dalle Regioni». Lo ha sottolineato Silvio Brusaferro, presidente dell’Iss e componente del Comitato tecnico-scientifico (Cts) rispondendo alle domande dei giornalisti durante la conferenza stampa al ministero della Salute sull’attuale quadro epidemiologico in Italia.
In «tutte le regioni l’indice di contagio Rt è superiore a 1, aumenta il numero dei casi e le risorse disponibili fanno fatica a effettuare il tracciamento dei casi: i numeri sono significativi e difficilmente sostenibili. E’ necessario entrare in una fase nuova, la mitigazione: adottare nuovi provvedimenti e restrizioni per riuscire a contenere la curva epidemica», sottolinea.
«L’incidenza di Covid-19 sta crescendo e in alcuni contesti regionali è più alta che in altri. Nel nostro Paese” il virus “è presente dappertutto. Ci sono alcune zone più scure” nei grafici, quindi più interessate “rispetto ad altre, ma se oggi dovessimo fare un quadro è quello di un Paese che, a parte poche aree, è coinvolto in tutte le sue regioni».
«Anche regioni relativamente piccole – fa notare – hanno tassi di incidenza elevati. Quindi, pur con pochi abitanti”, il virus “circola significativamente. Guardando anche le tabelle di oggi, immaginiamo che non ci sia una freccia che va in senso contrario» nel prossimo aggiornamento. «Oggi il quadro è molto omogeneo». Il coronavirus Sars-CoV-2 “è qualcosa che circola nel nostro Paese“.
Aumentano i positivi sintomatici, c’è un trend in aumento dei ricoveri in area medica e in terapia intensiva, venerdì potremmo censire un altro aumento che evidenzia una progressione continua” dell’epidemia di Sars-CoV-2 in Italia. “Se continua l’aumento dei posti occupati in terapie intensive c’è un problema molto critico: chi è affetto da altre patologie non troverà posto perché i letti saranno occupati da pazienti Covid. Quindi occorre gestire l’epidemia garantendo i bisogni di salute che continuano ad esserci“, ha detto ancora Brusaferro aggiungendo: “Dalle mappe che l’Agenzia europea per il controllo delle malattie produce, emerge un quadro in cui l’epidemia corre significativamente in molti Paesi che ci sono vicini. Si tratta di una situazione con una rapida diffusione in tutta Europa“. “Oggi ci troviamo in una situazione diversa da marzo – spiega – allora eravamo i primi a sperimentare la pandemia, oggi altri Paesi fanno da battistrada e noi li osserviamo con grande attenzione. A marzo altri hanno imparato dalla nostra esperienza, noi oggi possiamo capire l’evoluzione dell’epidemia se non adottiamo determinate misure”.
Si “susseguono dai tecnici e da chi è chiamato a amministrarci gli appelli a limitare i contatti non strettamente necessari. E’ importante per fare in modo che riusciamo a modellare adesso questa curva” dei contagi “e a continuare a svolgere tutte quelle attività che possiamo e vogliamo svolgere, anche con uno sforzo enorme di messa in sicurezza da parte dei vari sistemi“, ribadisce Brusaferro.
Nella prima fase della pandemia, grazie a un grande sforzo, il nostro Paese è riuscito a modellare la curva come nessun altro Paese è riuscito a fare. Fino a metà agosto abbiamo avuto numeri limitati. Questo è stato merito delle misure e soprattuto dei cittadini e credo che in questa fase” si debba continuare a limitare i contatti. “Oggi siamo chiamati ad assumerci la responsabilità dei nostri comportamenti e a fare tutti gli sforzi” necessari, sottolinea. (Aggiornamento al 27.10.2020)

Scontri Napoli, De Luca: «Spettacolo indegno»

«Ieri sera si è assistito a Napoli a uno spettacolo indegno di violenza e di guerriglia urbana organizzata, che nulla ha da spartire con le categorie sociali». Lo dichiara il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca. «Ieri – ricorda De Luca – si applicavano le stesse ordinanze a Milano, Roma e Napoli. E mentre a Milano e Roma le città erano deserte nel rispetto delle norme, a Napoli c’erano violenze e vandalismo. Alcune centinaia di delinquenti hanno sporcato l’immagine della città. Continueremo a seguire la nostra linea di rigore, senza cambiare di una virgola, come è nostro dovere fare», sottolinea il governatore campano commentando in una nota i disordini avvenuti nei pressi di Palazzo Santa Lucia, sede della Regione. «Da questo momento – aggiunge- chiediamo al Governo di impegnarsi a garantire la legalità e il rispetto delle leggi e a mettere a punto immediatamente un piano di sostegno socio-economico per le categorie produttive e per le famiglie». E ancora, sugli scontri: «Vogliamo chiarire che i protagonisti di questi episodi non hanno nulla a che fare con le categorie economiche e con i cittadini di Napoli, che hanno dato in questi mesi una prova straordinaria di autodisciplina e di responsabilità, e che tuteleremo fino in fondo sul piano sanitario e su quello sociale». (Aggiornamento al 24.10.2020)

Covid Campania, 2.280 nuovi casi

Sono 2.280 i nuovi casi di coronavirus emersi oggi in Campania dall’analisi di 15.801 tamponi. È il dato più alto relativo ai nuovi positivi registrati in un solo giorno in Campania dall’inizio dell’emergenza ed è la prima volta che in Campania si supera il numero di 2mila nuovi casi in un giorno. Dei 2.280 nuovi casi, fa sapere l’Unità di crisi della Regione Campania, 100 sono sintomatici e 2.180 sono asintomatici. Il totale dei positivi dall’inizio dell’emergenza in Campania sale a 34.305, mentre i tamponi complessivamente analizzati sono 830.767. Nel bollettino sono inseriti 12 nuovi decessi legati al coronavirus, ma l’unità di crisi regionale specifica che si tratta di decessi avvenuti tra il 20 e il 22 ottobre e registrati ieri. Sono 194 i nuovi guariti, con il totale dei guariti che sale a 9.107. Sono 98 le persone ricoverate in terapia intensiva in Campania (4 in più rispetto a ieri) su un totale di 227 posti letto di terapia intensiva complessivamente attivi su base regionale. I posti letto di degenza occupati sono 1.090 (+53 rispetto a ieri) a fronte di 1.114 posti letto di degenza complessivi presenti su base regionale. (Aggiornamento al 23 ottobre 2020)

Campania, oggi coprifuoco dalle 23 alle 5

Il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca ha firmato l’ordinanza numero 83 con la quale viene disposto il “coprifuoco” dalle ore 23 alle ore 5 del giorno successivo, con decorrenza dal 23 ottobre e fino al 13 novembre «e comunque fino all’adozione di un prossimo Dpcm». L’ordinanza prevede l’obbligo di chiusura di tutte le attività commerciali, sociali e ricreative dalle ore 23 alle ore 5 del giorno successivo. «Gli avventori degli esercizi di svolgimento delle attività indicate al primo periodo sono tenuti a rientrare al proprio domicilio, dimora o residenza entro le ore 23.30».

Dopo Lombardia e Lazio, anche la Campania – visti i numerosi contagi – ha deciso di ricorrere al coprifuoco. Dalle 23 alle 5 inoltre «sono consentiti esclusivamente gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità o d’urgenza ovvero motivi di salute». Nell’ordinanza si legge che «è sempre consentito il rientro al proprio domicilio, dimora o residenza dal luogo di lavoro». L’ordinanza numero 83 ribadisce quanto già contenuto in una precedente ordinanza regionale relativamente agli spostamenti fra province, e cioè che «per l’intero arco della giornata è fatto divieto di spostamenti dalla provincia di domicilio, dimora o residenza sul territorio regionale verso altre province della Campania». Sono consentiti «limitatamente al diretto interessato nonché ad accompagnatore, ove necessario, esclusivamente spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative, familiari, scolastiche, di formazione o socio-assistenziali ovvero situazioni di necessità o d’urgenza ovvero motivi di salute». È in ogni caso consentito il rientro presso il proprio domicilio, dimora o residenza dal luogo di lavoro. (Aggiornamento al 23.10.2020)

Covid Campania, oggi 1.760 nuovi casi: mai così tanti

Sono 1.760 i nuovi casi di coronavirus emersi nelle ultime 24 ore in Campania. Si tratta del dato dei nuovi positivi più alto relativo a un solo giorno in Campania dall’inizio dell’emergenza. Dei 1.760 nuovi positivi, 99 sono sintomatici e 1.661 sono asintomatici. I tamponi analizzati sono 13.878. Il totale dei positivi in Campania dall’inizio dell’emergenza sale a 30.484, mentre sono 802.965 i tamponi complessivamente esaminati.
Sono 11 i nuovi decessi legati al Covid e inseriti nel bollettino odierno della Regione. La stessa Unità di crisi sottolinea che si tratta di decessi avvenuti tra il 17 e il 20 ottobre, ma registrati solo ieri. Il totale dei decessi in Campania dall’inizio dell’emergenza sale così a 545. Sono 106 i nuovi guariti: il totale dei guariti sale a 8.838. (Aggiornamento al 21.10.2020)

Covid Campania, 1.312 nuovi casi

Sono 1.312 i casi positivi di coronavirus emersi oggi in Campania dall’analisi di 10.205 tamponi. Dei 1.312 nuovi casi, 67 sono sintomatici e 1.245 sono asintomatici. Il totale dei positivi in Campania dall’inizio dell’emergenza sale a 28.724, mentre sono 789.087 i tamponi analizzati. (Aggiornamento al 20.10.2020)

Ricciardi (Ministero Salute): «Lockdown mirati a Milano e Napoli»

«Ci sono alcune aree del Paese dove l’epidemia è fuori controllo e c’è bisogno di lockdown mirati. Ad esempio a Milano e Napoli. Penso alla chiusura delle attività non essenziali per un tempo limitato per bloccare la circolazione esponenziale del virus». Lo ha suggerito Walter Ricciardi, consigliere del ministro della Salute per l’emergenza Covid-19 e ordinario di Igiene generale e applicata alla Facoltà di Medicina e chirurgia dell’Università Cattolica di Roma, ospite di ‘Un giorno da pecora‘ su Radio1. «Se non si fanno lockdown mirati oggi, tra 2-3 settimane si dovrà chiudere tutto – ha aggiunto – io avrei chiuso le palestre e le piscine. Sono sicuro che molti gestori le tengono benissimo, ma sono luoghi in cui fatalmente le distanze vengono accorciate. In ogni caso risolveremo la situazione nel 2021: sono ottimista nell’arrivo del vaccino, ma credo che prima arriveranno terapie promettenti con anticorpi monoclonali», ha poi sottolineato. (Aggiornamento al 20.10.2020)

fonte: AdnKronos

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