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In difesa delle nostre foreste


Possono i Diritti della Natura essere la risposta alle crisi ecologiche?

Nel 2020 è cominciato il piano di deforestazione delle zone boschive secolari interessate dal percorso previsto per la nuova linea ferroviaria ad alta velocità HS2 del Regno Unito. I lavori di disboscamento hanno avuto inizio nella foresta di Jones’ Hill Wood nel Buckinghamshire, luogo d’ispirazione letteraria del libro Fantastic Mr Fox di Roald Dahl, un classico della letteratura per l’infanzia.

Finché, in considerazione delle continue proteste, delle sfide legali e della scoperta di una rara specie di pipistrello, la HS2 è stata obbligata per legge a mettere i lavori in stand-by per condurre indagini e fare domanda per la licenza a tutela della chirotterofauna.

Veduta aerea della foresta pluviale tropicale dei Monti Cardamomi in Cambogia. (Foto di Andyb3947 – Stung Proat Cardamom Mountains.jpg / CC BY-SA 4.0)

Poiché i pipistrelli sono una specie protetta, la legge prevede l’emissione di licenze del Natural England, senza le quali non è possibile interferire o danneggiare le zone boschive nelle quali essi vivono. Il 30 marzo 2021, Natural England ha emesso una licenza a favore degli appaltatori della HS2, consentendo la ripresa dei lavori al Jones’ Hill Wood a determinate condizioni.

Marianne Brown, redattrice di  Resurgence & Ecologist, ospiterà un dibattito sul tema di questo articolo con il Resurgence Readers’ Group il 14 maggio 2021. Prenota il tuo posto online.

La tregua

Mark Kier, dell’Earth Protector Communities, ha impugnato la decisione di Natural England presso la Corte Suprema, e il 16 aprile la giudice Lang ha ordinato l’interruzione dei lavori in attesa della decisione inerente alla richiesta o di un’ulteriore ordinanza.

Nel frattempo, oltreoceano, i giudici che presiedono due udienze per azioni legali in tribunali di grado inferiore dell’Ecuador, hanno dato il via alla creazione di un precedente globale tramite il riconoscimento dei diritti costituzionali delle foreste nebulose delle Ande.

Il governo ecuadoriano ha presentato ricorso contro entrambe le sentenze. Se le decisioni prese verranno rispettate, ciò si tradurrà nell’interruzione dell’estrazione mineraria nella foresta e nella conseguente salvaguardia di centinaia di specie a rischio.

Sia nel Regno Unito che in Ecuador è in ballo il destino di specie rare tutelate dalla legge e di habitat insostituibili. In entrambi i Paesi, lo Stato ha sfruttato la legge per autorizzare la distruzione e il danneggiamento degli habitat da parte delle corporazioni, favorendo lo sviluppo economico nazionale.

Tuttavia, mentre c’è la possibilità di interrompere le estrazioni minerarie nella foresta nebulosa delle Ande senza un’inversione di tendenza a livello politico, per le zone boschive della HS2 si potrebbe trattare di nient’altro che una tregua.

L’estrattivismo

La differenza degli esiti ottenuti si spiega almeno in parte con il riconoscimento dei Diritti della Natura nella Costituzione dell’Ecuador del 2008: l’Ecuador è stato il primo Paese al mondo a realizzare una legislazione di questa portata.

Tali diritti sono il risultato della mobilitazione dei popoli indigeni e della società civile negli Stati Uniti e in Ecuador, che ha portato ad un movimento nazionale e globale teso al riconoscimento della Natura come soggetto legale avente diritti.

Attivisti nel campo legale e i Popoli Indigeni, supportati dall’esperienza degli ecologisti, hanno sfruttato il movimento per portare nei tribunali ecuadoriani le rivendicazioni costituzionali per i Diritti della Natura e dei Popoli Indigeni. La forza di questo movimento si è dimostrata essere fondamentale nel corso di più di un decennio di rivendicazioni dei Diritti della Natura.

In un contesto di grande appoggio da parte dell’opinione pubblica, nel settembre 2020, un tribunale Cotacachi ha concesso un atto di tutela costituzionale a favore dei Diritti della Natura per proteggere due rare specie endemiche di rane, così come delle scimmie e centinaia di altre specie il cui habitat veniva minacciato dal progetto di estrazione del rame Llurimagua.

Questo è successo a seguito di una sentenza del Tribunale Provinciale di Imbabura, che ha sostenuto i Diritti della Natura della Foresta Protetta di Los Cedros contro l’estrazione mineraria. Il governo dell’Ecuador ha fatto ricorso per entrambe le sentenze.

Le miniere

Il risultato finale produrrà un precedente globale indicativo dell’equilibrio ultimo tra i diritti costituzionali di un ecosistema forestale e il potere di sfruttamento delle riserve minerarie da parte dello stato e delle corporation a favore dello sviluppo economico.

Per contro, le zone boschive secolari del Regno Unito hanno una tutela giuridica limitata, malgrado la loro rilevanza storica e culturale e la ricchezza di biodiversità. I boschi e gli alberi secolari vengono riconosciuti come “insostituibili” dal National Planning Policy Framework [politica di pianificazione dell’uso del suolo nel Regno Unito].

Tuttavia, solo una piccola parte delle zone boschive secolari è stata dichiarata area protetta. Alcune specie rare, compresi i pipistrelli, hanno il più elevato livello di protezione contro i danni che i cantieri causano al loro habitat.

Non esiste né una legge né una politica di pianificazione in grado di offrire una garanzia di protezione contro gli interventi infrastrutturali sostenuti dallo Stato. Tale carenza in materia di tutela giuridica della Natura ha consentito al governo del Regno Unito di esercitare il potere discrezionale e di proseguire con il progetto della linea di alta velocità, malgrado la crescente pressione dell’opinione pubblica e le sfide legali mosse a favore della salvaguardia delle zone boschive secolari.

Eppure, nemmeno il riconoscimento a livello costituzionale offre una garanzia di protezione. Dal 2017 il governo dell’Ecuador ha infatti ampliato il proprio programma di concessione per l’estrazione mineraria. Nel caso Cóndor Mirador del 2013, la prima azione legale sui Diritti della Natura intrapresa dalla società civile, la corte d’appello ha confermato il piano statale per le miniere a cielo aperto in Amazzonia.

Le strategie

Tutto questo ci ricorda le effettive carenze legislative presenti nei diritti umani. Quando si parla di diritti umani a fronte di un argomento di interesse statale, le corti hanno spesso emesso sentenze a favore di quest’ultimo.

Mentre la Costituzione ecuadoriana apre nuove prospettive sancendo i Diritti della Natura, finora la maggior parte dei casi riguardanti i Diritti della Natura si sono conclusi a favore degli interessi statali per lo sviluppo economico, o hanno favorito le argomentazioni dello Stato per la protezione della Natura a discapito delle attività delle comunità locali.

Nonostante il percorso turbolento dei Diritti della Natura in Ecuador, la guida fornita dalla Costituzione del Paese ha creato un effetto a catena che ha attraversato il Sud America per poi spingersi oltre. In Nuova Zelanda, il fiume Whanganui, la foresta Te Urewera e la montagna Taranaki Maunga sono stati tutti dichiarati aventi diritti inalienabili.

Lo Stato e le popolazioni Māori locali hanno concordato una governance congiunta nell’interesse del fiume, della foresta e della montagna. Questi accordi di gestione condivisa non escludono però completamente l’eventualità di estrazione mineraria.

La legge è uno strumento che può essere manovrato dallo Stato o da altri potenti organismi per prevalere e assoggettare, tanto quanto può essere usata per emancipare e trasformare. L’esperienza ecuadoriana mostra che il riconoscimento legale dei Diritti della Natura non offre la garanzia che il governo adotti delle politiche che li rispettino.

Dal punto di vista politico

Il modello neozelandese si adopera per la condivisione del potere, ma permette ancora, in determinate circostanze, lo sfruttamento delle risorse naturali. Più che la legge di per sé, sono l’appoggio dell’opinione pubblica e la volontà dei governi e dei tribunali di impegnarsi a livello legislativo seguendo metodi ecologicamente progressivi che determinano ciò che accade nella pratica.

Quando l’attivista ambientale Chris Packham ha intrapreso un’azione legale nel 2020 contro il governo e la HS2 Ltd nei tribunali inglesi, il caso è stato respinto sostanzialmente in quanto considerato una questione di giudizio politico entro i limiti fissati dalla legge, ivi compresi gli accordi sul clima del Regno Unito.

Generalmente, i tribunali hanno un potere di intervento limitato sul processo decisionale del governo attraverso il ricorso giudiziario. Le nuove inquadrature legislative di stampo ecologico, come i Diritti della Natura, l’ecocidio e i diritti umani ambientali, sono necessarie per raggiungere nel Regno Unito il tipo di protezione per la Natura contro l’esercizio del potere statale e corporativo pari a quello che si è affermato in Ecuador.

Tuttavia, come è accaduto in Nuova Zelanda, bisogna che la legge venga concepita in modi che siano anche culturalmente significativi, per poter essere socialmente e politicamente accettata.

La differenza

In un momento in cui ci accostiamo alla Natura tanto velocemente quanto la stiamo perdendo, le persone e gli Stati dovranno ripensare l’approccio ecologico alla legge e una modalità di condivisione del potere equa tra le persone e lo Stato nei diversi contesti.

I Diritti della Natura rappresentano un possibile approccio, ma comportano delle sfide e necessitano del supporto dell’opinione pubblica se si vogliono proporre come strumento legislativo efficace. In ogni Paese e cultura esiste l’opportunità di sviluppare delle normative partendo dagli spazi in cui la connessione uomo-Natura viene alimentata e riscoperta.

Alla fine, ciò potrebbe portare alla decentralizzazione degli interessi statali e a un mutamento radicale nelle culture e gerarchie giuridiche, riconoscendo la natura differente e interdipendente della relazione uomo-Terra.

L’autrice

Helen Dancer è un’antropologa legale, scrittrice e docente di giurisprudenza all’Università del Sussex. Il suo attuale progetto di ricerca Reimagining the Law of the Forest offre nuovi spunti sulla relazione e sulla legislazione tra l’umanità e le foreste. @dancerhelen

Per informazioni sul James Hill Wood visita il sito di  Natural England. Marianne Brown, redattrice di Resurgence & Ecologist, ospiterà un dibattito sul tema di questo articolo con il Resurgence Readers’ Group il 14 maggio 2021. Prenota il tuo posto online.

Traduzione dall’inglese di Cecilia Costantini. Revisione di Thomas Schmid.

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