Borghi invisibili. Il nuovo libro di Domenico Notari

Boghi invisibili

SALERNO – E’ da pochi giorni in libreria l’ultima fatica letteraria dello scrittore Domenico Notari, “I borghi invisibili. Quattro leggende per quattro tradizioni ormai mute” (Officine Pindariche, 2023).

Il volumetto, arricchito dalle illustrazioni del noto fumettista della Walt Disney, Enzo Lauria e dalla prefazione del famoso autore di gialli storici, Giulio Leoni, sarà presentato venerdì 24 novembre, ore 18.30, alla Feltrinelli di Salerno.

Sono storie nate nell’ambito della rassegna della Regione Campania “I borghi invisibili”, curata da Antonello Mercurio, e drammatizzate e interpretate da Pasquale De Cristofaro.

Storie inventate ad hoc da Notari, sotto l’influsso delle suggestioni scaturite visitando Palomonte, Serre, Roscigno Vecchia e San Cipriano Picentino, paesi poco conosciuti di cui l’autore ha recuperato tracce perse di memoria per creare nuovi miti.

In sintesi le quattro trame.

Un lago dalle profondità inaccessibili compare, come un miraggio, a  Roscigno. Dal suo fondo, una misteriosa sirena seduce un giovane scienziato settecentesco, fino a spingerlo a inventare il primo scafandro da palombaro della Storia e a raggiungere le sue braccia maledette.

Il fantasma di un vecchio molosso, appartenuto al re Ferdinando IV di Borbone, guaisce ogni 10 del mese, spaventando il borgo di Serre. La sua statua, opera di un artista che ha scolpito l’armonia e la bellezza, Canova, decora con la sua bruttezza lo scalone della reggia di Persano. Qual è il suo mistero?

Un orologiaio, dalle simpatie garibaldine, dona alla chiesa di Palomonte uno strabiliante automa: capace di servir messa; è la vigilia dell’unità d’Italia. Il paese diventa, così, l’attrazione dell’intero circondario. Finché l’inventore non viene tradito da Garibaldi e per vendetta non riprogramma il suo automa…

1883, un ragazzo e un “fanciullin cortese” si incontrano a San Cipriano Picentino. Il primo diverrà, trent’anni dopo, il più grande filosofo italiano. Il secondo è stato un grande poeta più di tre secoli prima; ed è tornato in paese con il compito di salvare la vita e l’anima del filosofo.

I quattro racconti – ma ne seguiranno a ruota altri – vogliono far conoscere, con una modalità inedita, quei paesi trascurati dai circuiti turistici. Vogliono, inoltre, essere un modo per offrire a quei luoghi un monumento esclusivo, che non sia di bronzo inerte, bensì di scrittura viva, che circoli nelle biblioteche o che venga letto nelle scuole dei suddetti borghi, perché i loro cittadini in erba ne vadano fieri.

Raffaele Agresti

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