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Il 5×1000 per lo sviluppo del non profit. Pubblicato lo studio di Banca Etica

Banca Etica ha pubblicato la quarta edizione dello studio “Il 5×1000 per lo sviluppo del non profit”, analisi dell’importante strumento di partecipazione diretta, istituito nel 2006, che permette ai contribuenti di destinare, senza costi, una quota delle tasse a un’organizzazione impegnata in attività sociali.
Nel 2020 verranno erogati circa 500 milioni di euro, grazie alle scelte di oltre 14,2 milioni di contribuenti, ad un numero sempre crescente di enti beneficiari, 64.771 (+6,7% rispetto al 2017, + 117,1% rispetto al 2006), con una conseguente diminuzione degli importi medi per beneficiario, dagli 11.325 (nel 2006) a 7.649 (nel 2018), con una riduzione del 32,5%.
Sebbene solo un italiano su tre continui a devolvere direttamente il 5 per mille, questo numero è di molto aumentato negli anni (+38,2% rispetto al 2006).

L’anno fiscale 2018 conferma la distribuzione regionale degli anni passati, le prime 5 regioni italiane per importi 5 per mille sono state Lombardia (36,6%), Lazio (18,7%), Emilia Romagna (6,6%), Piemonte (6,5%) e Veneto (5,7%). Le altre 16 regioni hanno raccolto il restante 25% circa degli importi complessivi e con ben 8 regioni che presentano percentuali inferiori all’1%.
In ogni caso si tratta di numeri che confermano come il 5×1000 rappresenti un’importante opportunità di crescita per il terzo settore.
Le scelte di destinazione del 5 per mille sono anche un chiaro specchio degli orientamenti culturali e valoriali degli italiani. La fanno da padrone due settori, volontariato e fondazioni, ma con rapporti molto diversi. La categoria “volontariato e associazionismo” raccoglie, infatti, in assoluto il maggior numero di risorse (53%) e ha il maggior numero di beneficiari (58%), con percentuali che aumentano laddove le persone sperimentano maggiormente l’esperienza del volontariato. Le Fondazioni, invece, raccolgono il 36% delle risorse, pur rappresentando solamente il 4,4% degli enti, meno legate al territorio, per queste è fondamentale la promozione sui media, unita al fatto che si occupano di quei temi più generici che stanno a cuore alle persone.

Il 5 per mille sta assumendo un ruolo significativo per quelle numerose organizzazioni che non vantano dei grossi bilanci, in Italia il 40% delle istituzioni non profit (circa 130 mila) ha un bilancio inferiore ai 10 mila euro annui. Per questo si parla di effetto “democratizzazione” del 5 per mille, grazie al suo accesso alle risorse relativamente più orizzontale, in un terzo settore nazionale caratterizzato da una forte concentrazione delle risorse, a fine 2017 sul 4% delle istituzioni incideva il 77% delle entrate.

La ricerca è consultabile cliccando qui.

Giovanni D’Errico

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