Per rabbia e per amore. I passi di don Peppe Diana raggiungono Eboli

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EBOLI – Si terrà sabato 9 Marzo alle ore 18:30, presso la Sala Concerti San Lorenzo, l’evento “Le voci per non dimenticare. Don Diana, a trent’anni dall’omicidio”, l’incontro organizzato da Migr-Azioni ETS in collaborazione con il Presidio Libera Eboli “Aniello Giordano” e la Pro Loco Eboli è patrocinato dal Comune di Eboli.

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Sarà l’occasione per presentare il libro Per rabbia e per amore. Le impronte dei passi di don Peppe Diana, scritto da Raffaele Sardo, edito da Guida Editore.

A introdurre l’incontro saranno Enrico Tortolani, Presidente della Consulta Cultura Eboli, Mariapia Mercurio e Daniela Cavaliere del Presidio Libera Eboli “Aniello Giordano”, Raffaele Agresti, Referente della sede di Eboli dell’Associazione Migr-Azioni, seguiranno i saluti istituzionali del Sindaco di Eboli, Mario Conte, e dell’assessore alla Cultura, Lucilla Polito, dialogherà con l’autore il giornalista Michele Giordano, della TGR Rai.
Le letture dei brani sono affidate a Agnese Attianese, Filomena Sessa e Mariapia Gallotta, dell’associazione “I Cantori di San Lorenzo”.

L’evento rientra nel “Programma per il trentennale di don Peppe Diana” e nei “Cento passi
verso il 21 marzo”.

Don Peppe Diana era un uomo di grande coraggio e di profonda fede. Aveva una voce forte e non aveva paura di denunciare le ingiustizie e i soprusi della camorra – dichiara Michele Docimo, presidente di Migr-Azioni ETS, conterraneo di don Peppe nonché collega, negli anni ’90, nella redazione de Lo Spettro Magazine diretta da Sardo – la sua morte è stata una grande perdita per la nostra comunità ma, allo stesso tempo, ha dato il via alla nascita di un popolo. Un popolo che, a piccoli passi, ha deciso di costruire un futuro migliore, libero dalla camorra e da tutte le altre forme di illegalità ed un passo oggi, il primo, lo facciamo qui, nella piana del Sele, con la cultura e con l’amore: due cose che don Peppe Diana amava tanto“.

Don Peppe Diana

Don Peppe Diana è stato un sacerdote che ha fatto della sua vita una bandiera di libertà
contro la camorra, e per questo il 19 marzo del 1994, alle ore 07:20, nel giorno del suo
onomastico, è stato tragicamente ucciso, con 5 colpi di pistola, mentre si preparava nella
sacrestia per celebrare la messa nella chiesa di San Nicola di Bari a Casal di Principe, da un
sicario al soldo del Clan dei Casalesi, che controlla con i loro traffici illeciti l’intero
territorio della provincia di Caserta.

IL LIBRO

Il 19 marzo 1994, il giorno in cui fu ucciso don Peppino Diana a Casal di Principe, è
diventata una data simbolo. Quell’omicidio avvenuto in una parrocchia, dove è stata
profanata la sacralità del luogo e dove è stata messa in discussione anche l’autorità
ecclesiale, ha sancito uno spartiacque tra il prima e il dopo. Chi pensava che la morte di don
Peppe avrebbe fermato una storia che guardava alla rinascita di una terra inzuppata di
sangue, si sbagliava. Il libro si pone l’obiettivo di dare un contributo a ricostruire anche una
narrazione religiosa di un prete che ha scelto consapevolmente il martirio. Sarà il dialogo tra
madre, padre e figlio, a scandire i tempi dei racconti dove si snocciolano i ricordi che hanno
segnato la storia di una resistenza contro la camorra che ha avuto tanti protagonisti che
animano le pagine di questo libro

L’Autore

Il giornalista Raffaele Sardo, è tra i fondatori del Comitato don Diana Aps, ha scritto per
diversi quotidiani nazionali come l’Unità, Il manifesto, Ilfattoquotidiano.it. Ha collaborato
con il programma Anno Zero. Attualmente firma articoli su La Repubblica Napoli. Ha
pubblicato i libri La Bestia. Camorra. Storie di delitti, vittime e complici (Melampo, 2008);
Come nuvole nere. Vittime innocenti (Melampo, 2013); Don Peppe Diana. Un martire in
terra di camorra
(Di Girolamo, 2015) e Giancarlo Siani, il ragazzo che amava la vita (Iod,
2018).

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