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Mascherine, gel e farmaci anti-covid: oscurati annunci online

Lo ha disposto il Gip di Milano con un provvedimento cautelare con il quale “si convalida il sequestro preventivo, attraverso oscuramento, di un’ottantina di pagine web (alcune con proprio dominio, altre ospitate da provider) sulle quali erano stati messi in vendita mascherine, gel disinfettante, farmaci non autorizzati definiti anti-COVID (in particolare, l’Avigan) e falsi kit per la diagnosi del virus”.

A finire nel mirino, annunci online di mascherine e gel disinfettanti con una vendita a prezzi superiori al 150 per cento rispetto a prima dell’inizio della pandemia”: trattandosi di beni considerati di prima necessità, si ipotizza dunque il reato previsto dall’art. 501-bis del codice penale.

Si parla invece di “vendita di farmaci non autorizzati” e “vendita online di farmaci da parte di soggetti non autorizzati”, per quanto riguarda, nello specifico, la vendita del farmaco Favipiravir, noto con il nome commerciale di Avigan, su cui “non esistono studi clinici che dimostrino l’efficacia e la sicurezza del farmaco nel trattamento del COVID-19”, inoltre “l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ne ha consentito la sperimentazione su un campione di soggetti contagiati, non autorizzandone, invece, la commercializzazione al pubblico”.

Il d.lgs. 219/2006 stabilisce all’art. 6, comma 1, che nessun medicinale può essere immesso in commercio sul territorio nazionale senza aver ottenuto un’autorizzazione dell’AIFA o un’autorizzazione comunitaria a norma del regolamento (CE) n. 726/2004», prevedendo, in caso di violazione, “l’arresto sino a un anno e […] l’ammenda da duemila euro a diecimila euro […]” (art. 147, comma 2, d.lgs. 219/2006).

Sotto esame anche kit diagnostici venduti online e pubblicizzati come “idonei a eseguire in tempi rapidi una diagnosi di un possibile contagio”, in violazione dell’art 515 del c.p, costituendo “frode nell’esercizio del commercio”, poiché “l’offerta di prodotti per la diagnosi fai da te rappresenta un indubitabile inganno per i consumatori che si rivolgono alle piattaforme online, non potendo avere tale qualità, dichiarata dall’offerente”.

Relativamente a gel e mascherine, nell’ipotesi accusatoria si parla del reato secondi cui è punibile chi “nell’esercizio di qualsiasi attività produttiva o commerciale, compie manovre speculative ovvero occulta, accaparra od incetta materie prime, generi alimentari di largo consumo o prodotti di prima necessità, in modo atto a determinarne la rarefazione o il rincaro sul mercato interno”.

Gli accusati si sarebbero garantiti sufficienti scorte in previsione dello scoppio dell’emergenza, al fine di poter attuare le manovre speculative con rincari che vanno dal 150 per cento al 1000 per cento rispetto al prezzo di acquisto, compiendo il cosiddetto “abuso della condizione di bisogno del mercato”.

Le autorità hanno pertanto disposto “la rimozione degli annunci di vendita tramite l’oscuramento delle pagine web interessate”, pubblicate su Amazon, Ebay, Ali Baba, Tigershop, Wish.com, Subito.it e PortaPortese.it.

Elena Mascia

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