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Fra il 2010 e il 2018 sono stati sequestrati o confiscati dalle forze dell’ordine ai potenti gruppi criminali oltre 65mila beni mobili, immobili, aziende e conti correnti. Tuttavia, da quando esiste la legge Rognoni-La Torre i beni riassegnati sono stati solo 15mila, di cui 12mila a Comuni, Province e Regioni.

In Italia ci sono ancora da destinare per scopo pubblico e sociale, oltre 17mila beni immobili e circa 3mila aziende confiscati alle mafie.

Questo patrimonio, tolto alle organizzazioni criminali di tipo mafioso, può diventare un’opportunità per gli enti del Terzo settore per attività di promozione sociale, di accoglienza e di accesso lavorativo per le persone più fragili, ma anche per servizi culturali.

Opportunità che oggi potrebbe diventare concreta grazie ad un bando dell’Agenzia nazionale per i beni confiscati che assegnerà una parte degli immobili sottratti alle mafie direttamente ad associazioni ed enti del Terzo settore.

L’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata (ANBSC), infatti, ha indetto un’istruttoria pubblica finalizzata all’individuazione di Enti e Associazioni del privato sociale cui assegnare, a titolo gratuito, immobili confiscati in via definitiva affinché siano destinati a finalità sociali.

L’iniziativa dà avvio ad una nuova modalità di assegnazione che vedrà protagonisti gli Enti e le Associazioni senza scopo di lucro, chiamati ad elaborare progetti con finalità sociale, incentrati sui beni confiscati posti a bando, che saranno loro assegnati a titolo gratuito secondo modalità e criteri trasparenti e partecipativi. Le domande di partecipazione potranno pervenire fino al 31 ottobre 2020. [Qui] è possibile leggere e scaricare il Bando

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Di Redazione

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