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Mafia e Covid-19: da nord a sud, le “holding criminali” in espansione

Le mafie non conoscono confini”. Una frase rappresentativa di un fenomeno, quello delle infiltrazioni mafiose per stratificazione sociale e economica, che pone in evidenza la caratteristica evolutiva delle organizzazioni criminali emersa non da oggi, ma che acquista particolare rilevanza se posta in relazione con i nuovi “settori” di interesse ed di espansione generati dall’emergenza Covid-19.

Nella Relazione sull’attività svolta e sui risultati conseguiti dalla Direzione Investigativa Antimafia nel secondo semestre 2019 (luglio – dicembre), presentata dal Ministro dell’interno Lamorgese e comunicata in Parlamento in data 2 luglio 2020, si è rilevata la necessità di andare oltre il semestre di riferimento, per dedicare una sezione specifica in cui evidenziare i canali di espansione economici finanziari legati alle conseguenze dell’emergenza Covid-19.

Ogni variazione dell’ordine economico diventa, per le Mafie, un’opportunità per trarne beneficio. Partendo da questo presupposto, si profilano due scenari principali: il primo, definito di breve periodo, in cui le organizzazioni mafiose tenderanno a consolidare sul territorio, specie nelle aree del Sud, il proprio consenso sociale, attraverso forme di assistenzialismo da capitalizzare nelle future competizioni elettorali. Il secondo scenario – si legge nella Relazione – è invece di medio-lungo periodo, in cui le mafie – specie la ‘ndrangheta – vorranno ancor più stressare il loro ruolo di player, affidabili ed efficaci anche su scala globale. L’economia internazionale infatti avrà bisogno di liquidità ed in questo le cosche andranno a confrontarsi con i mercati, che necessiteranno di consistenti iniezioni finanziarie.

Vengono definiti modelli di mafia moderni, in grado sia di rafforzare i propri vincoli associativi, mediante la ricerca di consenso nelle aree a forte sofferenza economica, che di stare al passo con le più avanzate strategie d’investimento, riuscendo a cogliere anche le opportunità offerte dai fondi dell’Unione Europea. Si prevede che una delle strategie utilizzate per consolidare il consenso sociale possa essere quella mettere in atto un’opera di “distrazione” dell’attività delle Forze di polizia, alimentando forme di azione anche violenta e favorendo l’incremento di reati che hanno immediato effetto sul mantenimento dell’ordine e della sicurezza pubblica o comunque alimentando forme di protesta sociale.

Organizzazioni criminali – Passando all’analisi specifica, la criminalità organizzata potrebbe operare offrendo sostegno economico a famiglie in difficoltà e proponendosi come benefattrice, determinando quella che viene definita una pericolosa dipendenza, da riscattare a tempo debito. A rischio lavoratori in nero o sottopagati che costituiranno un bacino di voti utili alle finalità delle consorterie criminali in occasione delle elezioni, insieme a coloro che si troveranno costretti dalle cosche – pur di garantire un sostentamento alle proprie famiglie – a diventare custodi di una partita di armi o di droga, trasportatori o spacciatori. Stesso scenario per gli imprenditori in difficoltà, ancor più bisognosi di liquidità per mantenere viva l’azienda, per pagare i dipendenti, per far fronte ai debiti ed alle spese di gestione e per pagare le tasse. Pericolo usura dunque, con tassi inizialmente ridotti, destinati ad aumentare sotto forma di pressione estorsiva, finalizzata all’espropriazione dell’attività.

Settori di interesse – Dal commercio al minuto, agli alberghi, ai ristoranti, alle pizzerie, alle attività estrattive, alla fabbricazione di profilati metallici, al commercio di autoveicoli, alle industrie manifatturiere, all’edilizia ed alle attività immobiliari, alle attività connesse al ciclo del cemento, alle attività di noleggio, alle agenzie di viaggio, alle attività riguardanti le lotterie, le scommesse e le case da gioco, le così dette holding criminali potrebbero ulteriormente consolidare la propria posizione. Da non trascurare, l’interesse per i servizi di smaltimento dei rifiuti sanitari prodotti a seguito dell’emergenza, nonché i servizi funerari, messi a dura prova dall’elevato numero di decessi a causa del virus. Inoltre, soggetti organici a clan camorristici, stanziatisi nelle regioni del Nord-est, potrebbero rivolgere l’interesse verso la gestione del commercio di mascherine e gel disinfettante, da rivendere anche all’estero. Non va poi trascurata la questione della gestione degli appalti pubblici che verranno affidati in conseguenza dell’epidemia, con un’attenzione speciale alla Puglia, una regione in cui, tra il 2018 ed il 2020, sono stati sciolti per mafia ben otto consigli comunali.

Regimi alternativi al carcere – Gli effetti dell’applicazione di regimi alternativi al carcere presentano diversi rischi, da quello della latitanza, al riavvicinamento dei criminali al territorio, favorendo faide tra clan rivali, latenti proprio per effetto della detenzione in carcere. Da non sottovalutare la scarcerazione in anticipo di un mafioso, addirittura di un ergastolano, vissuta dalla popolazione delle aree di riferimento come una cartina di tornasole, la riprova secondo cui mentre la sentenza della mafia è certa e definitiva, quella dello Stato può essere provvisoria e a volte effimera.

Criminalità informatica – Attacchi phishing ai danni degli utenti di istituti bancari, invio di malware in grado di recuperare informazioni sensibili e, talvolta, hackeraggio di siti internet istituzionali, sono infine attacchi ad ampio spettro, condotti dalla criminalità organizzata per sfruttare la situazione di maggior vulnerabilità cui il Paese è esposto.

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