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Vaccini anti covid: A che punto siamo?

Last updated on Settembre 16, 2020

Il premio Nobel Hoffman: “Vaccino arriverà nel 2021

«Penso onestamente, e sono personalmente convinto, che per i membri del personale sanitario ci sarà un vaccino, quando è sempre un po’ aleatorio dirlo, ma certamente se non sarà a Natale sarà a Pasqua, allora potremo vaccinarli. E per la popolazione generale il vaccino ci sarà nel corso del 2021». Ne è certo il Premio Nobel per la Medicina 2011 e immunologo di fama mondiale Jules Hoffman, francese di origine lussemburghese, direttore di ricerca e membro del consiglio di amministrazione del Cnrs, Direttore di ricerca emerito del Centre National de la Recherche Scientifique presso l’Istituto di Biologia molecolare e cellulare a Strasburgo, già Presidente della Académie des sciences, membro dell’Académie française.
A Milano per l’annuncio dei vincitori dei Premi Balzan, Hoffman, membro del Comitato generale premi della Fondazione Internazionale Premi Balzan e Premio Balzan 2007, ha tenuto una lectio magistralis dal titolo ‘Les pandémies dans l’histoire humaine, à la lumière du Covid-19‘.
«Certo, ci sono stati due o tre casi di reinfezione – ha concesso – ma in biologia non è come in altre discipline, è estremamente variabile, ogni cosa è variabile, nessuno di noi somiglia totalmente all’altro».
«Ma vi giuro – ha poi scherzato – che verrò ancora qui per il Premio nel 2022 e sono certo che a quel punto il problema sarà stato superato – ha sottolineato – e perché sono sicuro? – ha continuato – Semplicemente perché ci troviamo di fronte ad una situazione, a parte alcuni dettagli, in cui cominciamo a capire bene di cosa si tratta. Siamo in una situazione in cui l’umanità non si è mai trovata, abbiamo delle tecniche che sono fantastiche. L’umanità non le ha mai avute: ha conosciuto delle pandemie ma non aveva gli strumenti che abbiamo oggi per combatterle».

In Cina «prime dosi di vaccino a novembre»

Potrebbero essere pronte e disponibili per la popolazione cinese già “a novembre o dicembre” le prime dosi dei vaccini anti-Covid 19 sviluppati in Cina, primo Paese al mondo a fare i conti con l’emergenza coronavirus. Parola di un’esperta del Centro cinese per la prevenzione e il controllo delle malattie, Wu Guizhen, citata dal Global Times, voce all’estero del governo di Pechino. Il giornale parla di cinque vaccini sviluppati dalla Cina attualmente nella fase tre della sperimentazione clinica. Il percorso va avanti “senza intoppi“, ha assicurato Wu, e per i cinesi le prime dosi dei vaccini potrebbero essere disponibili già “a novembre o dicembre”. L’esperta ha detto di essere tra i volontari che si sono sottoposti al vaccino, senza precisare quale. “Ad aprile mi sono sottoposta al vaccino come volontaria – ha affermato – Mi sento bene“.

ReiThera: “Per vaccino corsa contro il tempo

ReiThera è «coinvolta a pieno ritmo nel raggiungimento di questo importante obiettivo: si tratta di una vera e propria corsa contro il tempo per verificare la sicurezza, l’immunogenicità e l’efficacia del vaccino sull’uomo affinché possa essere messo a disposizione di tutto il Paese nel più breve tempo possibile». Lo sottolinea l’azienda di Castel Romano, che ha realizzato, sviluppato e prodotto un vaccino italiano anti-Covid con una tecnologia basata su un vettore virale non replicativo.  

In una nota ReiThera ha ritenuto «opportuno fornire indicazioni sull’andamento e l’iter dello sviluppo del vaccino sperimentale», pur considerano «prioritario dare la precedenza al raggiungimento di un traguardo che potrebbe sconfiggere la pandemia». L’azienda, dunque, puntualizza che «il 24 agosto è stata avviata la sperimentazione sull’uomo di fase 1 insieme all’Istituto nazionale per le malattie infettive Lazzaro Spallanzani di Roma», che «in questi giorni è partita la sperimentazione della stessa fase 1 anche nel Centro ricerche cliniche di Verona», che «la fase successiva di sperimentazione coinvolgerà un numero molto ampio di volontari e partirà non appena saranno disponibili i primi risultati della fase 1». In parallelo alla sperimentazione, ReiThera sta «già predisponendo la produzione su larga scala delle dosi di vaccino».  

Pfizer: “Entro fine ottobre sapremo se vaccino funziona”

Nella corsa al vaccino anti-Covid c’è in fase avanzata anche un candidato dell’azienda farmaceutica Pfizer. Secondo l’amministratore delegato, Albert Bourla, «ci sono buone probabilità che entro fine ottobre sapremo se il vaccino funziona». Bourla ha fatto il punto in una intervista al programma ‘Face the Nation’ sulla Cbs. Nel caso in cui «i risultati saranno positivi, l’arrivo del vaccino sul mercato l’anno prossimo dipenderà da quanto tempo impiegheranno le autorità ad approvarlo», ha proseguito Bourla.  

Pfizer ha sviluppato il vaccino con BioNtech e ha arruolato 30mila volontari per la sperimentazione di Fase 3, ma vorrebbe arrivare a 40mila. «La decisione di aumentare il numero di partecipanti ai test deriva desiderio di verificare il funzionamento su popolazioni più vulnerabili», ha concluso Bourla.  

AstraZeneca: “Vaccino ancora possibile entro fine anno

Non tutto è perduto. Il ceo di AstraZeneca Pascal Soriot, ha affermato oggi alla stampa britannica che il vaccino contro il coronavirus dell’azienda potrebbe ancora essere disponibile entro la fine dell’anno, o all’inizio del prossimo, nonostante lo stop dei trial clinici dopo il possibile effetto collaterale registrato in un volontario.  AstraZeneca e l’Università di Oxford, che stanno sviluppando congiuntamente il vaccino, testandolo su 50.000-60.000 persone in tutto il mondo, hanno dovuto interrompere ieri le sperimentazioni per indagare sulla “malattia potenzialmente inaspettata” verificatasi in un volontario. Soriot, riferisce il ‘Guardian‘, non è stato in grado di dire quando il trial sarebbe ripartito, ma ha spiegato: “Anche così, penso ancora che siamo sulla buona strada per avere una serie di dati da presentare prima della fine dell’anno” per l’approvazione normativa.  “Potremmo ancora avere un vaccino entro la fine di quest’anno, o all’inizio del prossimo anno” a seconda di quanto velocemente si muoverà l’agenzia regolatoria, ha aggiunto nel corso di un evento ospitato dal gruppo Tortoise. Il manager ha sottolineato che è comune avere pause nei trial causate da “eventi avversi”, ma che “la differenza qui è che il mondo intero” sta guardando. Sono stati effettuati ulteriori test sulla persona che si è ammalata. I dati saranno quindi presentati a un comitato di sicurezza indipendente che li valuterà e poi deciderà se la sperimentazione può riprendere. “Non sappiamo se si tratta di mielite trasversa. Non sappiamo quale sia la diagnosi finale“, ha concluso. (Ultimo aggiornamento 10.09.2020)

Al via in Usa sperimentazione vaccino Sanofi-Gsk

Sanofi e Gsk hanno avviato oggi la sperimentazione clinica di fase 1/2 per il loro vaccino Covid-19. Lo studio clinico randomizzato coinvolgerà un totale di 440 adulti sani in 11 siti di sperimentazione negli Stati Uniti. Le aziende “sono impegnate nel fornire i primi risultati già all’inizio di dicembre 2020, per un contestuale avvio di sperimentazione di fase 3. Qualora i dati siano sufficienti per la domanda di licenza, il piano prevede la richiesta di approvazione normativa già nella prima metà del 2021”, sottolinea in una nota Sanofi. L’impegno ha una ‘firma’ italiana: in prima linea ci sarà lo stabilimento di Anagni, che sarà il primo in Europa ad avviare la produzione del vaccino. Le aziende sono pronte a produrre fino a un 1 miliardo di dosi nel 2021.  “La partenza ufficiale della sperimentazione clinica segna un altro punto importante legato alla battaglia globale contro la pandemia di Covid-19. Un progresso che passa necessariamente dal gioco di squadra e dall’innesto di competenze trasversali messe a fattor comune. D’altronde le nuove sfide legate alla prevenzione nella salute passano dalle alleanze tra tutti gli attori della filiera“, ha sottolineato Mario Merlo, general manager di Sanofi Pasteur.  “Lo stabilimento di Anagni – insieme a Francia e Germania – sarà uno dei quattro impegnati nella produzione e realizzazione delle dosi del vaccino. Lo stabilimento laziale è uno dei quattro siti Sanofi in Italia ed è stato fondato nel 1973: esteso su una superficie di 450 mila metri quadrati, rappresenta il più grande impianto per liofilizzati sterili al mondo del Gruppo Sanofi ed è un centro di eccellenza a livello europeo per la produzione di prodotti farmaceutici sterili iniettabili. Lo stabilimento di Anagni risulterà il primo in Europa a mettere in campo il vaccino“, conclude la nota.  (Ultimo aggiornamento 03.09.2020)

fonte: AdnKronos

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