Mentre le acque del Mediterraneo continuano a essere teatro di naufragi invisibili, la battaglia per i diritti si sposta nelle aule di giustizia e nei palazzi del potere. Secondo il report pubblicato, nei giorni scorsi, dall’organizzazione internazionale PICUM e rilanciato da Mediterranea Saving Humans, il 2025 si è chiuso con un bilancio drammatico per la democrazia europea: almeno 110 persone hanno affrontato procedimenti giudiziari per aver agito in solidarietà con i migranti. Le accuse, spesso pretestuose, vanno dal favoreggiamento dell’immigrazione clandestina fino alla criminalità organizzata.
Contemporaneamente, a Roma, il Senato sta esaminando il Disegno di Legge per l’attuazione del Patto UE su Migrazione e Asilo. Il testo prevede l’adeguamento dell’ordinamento interno al Regolamento 2024/1359, introducendo procedure accelerate di frontiera che preoccupano i giuristi. Il timore è che lo “screening” obbligatorio e il trattenimento nei centri di frontiera diventino strumenti per aggirare il diritto alla difesa e il principio di non-refoulement.
Sul fronte operativo, il tanto pubblicizzato “modello Albania” mostra tutti i suoi limiti strutturali. A fronte di investimenti milionari, i rimpatri effettuati sono stati appena 83, confermando che la gestione esterna delle frontiere è più un’operazione di marketing politico che una soluzione reale ai complessi flussi migratori.
Entra a far parte della nostra community.
Unisciti a noi su Facebook per approfondire le storie di migrazioni.
https://www.facebook.com/notiziemigranti
Leggi tutti gli aggiornamenti sul nostro canale Telegram
https://t.me/notiziemigranti
Per news, analisi e contenuti esclusivi “Behind the Scenes”
Clicca qui per iscriverti al canale WhatsApp